ANNALI RAINOLDI  | ASSOCIATE ARTISTS

Centro Nazionale di Produzione della Danza

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foto di C. Valla

MAN

COREOGRAFIA E REGIA | ANNALI RAINOLDI

con Michela Priuli

musica originale Fabio Malizia e Andrea Cocco

produzione DANCEHAUSpiù 

dubutto giugno 2021
 durata 15" 

I momenti in cui facciamo esperienza di noi stessi come creature indifese sono quelli cruciali nello sviluppo dell’intimità, nella costruzione di un senso dell’identità e del nostro valore per come viene percepito da noi. Sono questi i momenti in cui accogliamo la vulnerabilità come una risorsa per scoprire e indagare emozioni e sentimenti nuovi, complessi da restituire solo attraverso la parola.

L’intento che guida questa ricerca è quindi dare forma attraverso il corpo a quei moti dell’anima che il linguaggio verbale non riesce a definire o sintetizzare. Le domande che mi muovono in questa direzione sono: è possibile tradurre attraverso il movimento tutte le emozioni che ci attraversano? Siamo capaci di abitare le nostre emozioni fino in fondo, restituirle attraverso il corpo e crearne una memoria? Fino a che punto può spingersi l’essere umano nell’evoluzione delle emozioni? Quante forme differenti può assumere? Come cambia il suo modo di percepire se stesso e lo spazio che lo circonda?

Ispirandomi all’Atlante delle emozioni di Tiffany Watt Smith, il progetto è quello di creare un archivio di posture, gesti e movimenti che raccontino le emozioni nel loro divenire, trasformarsi, cambiare ritmo e colore. Consapevole dell’impossibilità di compiere un lavoro immediato ed esaustivo ho deciso di disegnare differenti capitoli all’interno di tale vastità. Il primo episodio di questa ricerca è dedicato a quello che in hindi si definisce MAN (si pronuncia mun,  abbreviazione di manorath, letteralmente voglia o volontà). L’autrice dell’atlante definisce questa emozione come qualcosa “in attesa di prendere la forma di un desiderio preciso e quando lo fa porta con se’ una strana lucidità. A metà strada tra la testa e il cuore. Il man è un bisogno viscerale, irrobustito dalla consapevolezza che quel desiderio rispecchia il nostro io più autentico”. Il man è qualcosa con cui non si può negoziare, “nessuno può mettere in discussione il man di qualcun altro”, è un una vocazione irrefrenabile e inspiegabile razionalmente. Vi è mai capitato di sentire un richiamo irresistibile verso qualcosa senza sapervene spiegare il motivo?

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foto di M. Bittante

NATUUR

COREOGRAFIA E REGIA | ANNALI RAINOLDI

con Michela Priuli e Annalì Rainoldi 

musica originale Fabio Malizia e Andrea Cocco

co-produzione DANCEHAUSpiù e CNN Centre chorégraphique national de Nantes

dubutto ottobre 2020
 durata 30" 

Natuur è un territorio liquido in cui vivono due corpi e un grande paesaggio da abitare, in cui mostri e simboli alchemici si incontrano e scontrano e si fanno da specchio in una sorta di bestiario virtuoso dell’Umano.
La ricerca indaga lo spazio che si crea nella relazione tra le due performer nella scomposizione delle pose, degli atteggiamenti, della postura emblematica dei personaggi de Il giardino delle delizie di Bosh, dando ai corpi il ritmo che nel dipinto è reso dall’uso del colore e dalle azioni. L’interesse maggiore verte sullo spazio che i due corpi insieme modificano attraverso l’accumulazione di un fraseggio sempre più complesso. Questo accade anche per la musica: la composizione originale è suonata dal vivo e prevede che i musicisti siano impegnati a suonare più strumenti creando un gioco di poliritmia complesso.
Il paesaggio diventa allora territorio di incontro, di permeabilità, di fusione e continuo dialogo tra la danza e la composizione sonora, dove i corpi diventano strumenti e dove la musica diviene atmosfera tangibile.

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LAKOTA

COREOGRAFIA E REGIA | ANNALI RAINOLDI

con Annalì Rainoldi | musiche e video Fabio Ogam Malizia | produzione DANCEHAUSpiù | con il sostegno di Art.Bo space for performance by Almadanza  durata 30" 

Lasciandomi condurre dalle parole e dagli studi di Joseph Campbell, uno dei più grandi studiosi di mitologia comparata e religioni, desidero affrontare la visione del mito recuperando la dualità sogno-visione/realtà per trasformarla e riportarla alla matrice: “i sogni aprono una porta sulla mitologia poiché i miti sono della stessa natura del sogno. Come i sogni emergono da un mondo interiore sconosciuto alla coscienza di veglia, così avviene per i miti. Così avviene in verità per la vita stessa”.
Il mio interesse si rivolge al mondo del mito, alla più antica forma di pensiero, che comprende e trascende ogni forma di immaginazione eppure è in grado di spiegare la realtà arrivando in modo diretto alla coscienza dell’uomo.
danza il cielo avvolto
dal vento solare
e sprigiona visioni
a cui dare forma coi corpi
si scorge la Via Lattea
dal treno che varca le nevi a Nord dove il freddo punge la pelle
e gli occhi di un alce rubano il respiro
le aquile girano in tondo sulle vette:
il loro canto risveglia le valli porto il loro volo
sul mio mantello di piume
quando affondando le mie radici
nelle sabbie del deserto mi sento
unita allo scintillio dell’aria,
mi sento parte del gioire dell’universo che costante si rinnova,
si ricuce le ferite delle bestie che lo sciupano e lo divorano a morsi grandi

 

Direction e choreography Annalì Rainoldi | with Annalì Rainoldi | music and video Fabio Ogam Malizia | production DANCEHAUSpiù | with the support of Art.Bo space for performance by Almadanza

Letting myself being leaded by the words and studies of Joseph Campbell, one of the biggest researchers of compared mythology and religions, I want to deal with the vision of myth getting back the duality of dream-vision/reality in order to transform and bring it back to the basics: “dreams open a door on mythology because myths and dreams are made of the same nature. Like dreams myths emerge from an interior world unknown to the awareness of wakefulness. This is what happens for life itself.”

My interest addresses to the world of myth, to the most antique way of thinking, that includes and goes beyond every form of imagination and still it is able to explain reality reaching directly the awareness of man.

the sky enveloped
by the solar wind
dances
and free visions
shaped by the bodies

we glimpse the Milky Way
from the train that crosses the northern snow where the cold bites the skin
and the eyes of a moose steal the breath

eagles turn in circle over peaks:
their song reawakens valleys I bring their flight
on my cape of feathers

when grounding my roots
inside the desert sand I feel
joined to the sparkle of the air,
I feel part of the joy of universe that renews constantly,
it limits the wounds of the beasts that damage and devour it.