SAMUELE BARBETTA

Coreografo e performer, con una formazione negli stili hip hop e funk, in particolare nel popping. Dopo aver iniziato a studiare danza urbana nel 2008, si forma con alcuni tra i principali esponenti della scena italiana e internazionale. Nel 2016 entra nel collettivo ArketypePerformers, guidato da Mike e Ricky, di cui diventa coreografo ufficiale nel 2019.
Nel 2020 partecipa ad Amici di Maria De Filippi e torna successivamente nel programma come coreografo e giudice. Parallelamente sviluppa una carriera che intreccia produzioni pop e ricerca artistica, collaborando con artisti come Ed Sheeran, Marco Mengoni, Madame e Sangiovanni.
Nel 2025 è guest artist del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch per Le Sacre du Printemps e speaker a TEDx Venezia, affiancando alla produzione artistica attività di ricerca e formazione.
Nel 2021 fonda DE ANIMA, compagnia con cui porta avanti una ricerca tra danza urbana, teatro fisico e linguaggi contemporanei. Dal 2026 è sostenuto da DANCEHAUSpiù, con il progetto #YOUNGDREAMERS, per cui crea Coppia umana 174x155cm (2026) e Meme (2026) insieme ai De Anima.
DE ANIMA
SAMUELE BARBETTA
Nell'ambito del progetto #YoungDreamers

Fondata da Samuele Barbetta, De Anima nasce nel 2019, identificandosi come compagnia di danza urban sperimentale, che unisce la street dance a pratiche di teatro contemporaneo.
Tra il 2021 e il 2022 realizza cortometraggi autoprodotti e presenta lo spettacolo Il Pensatoio. Nel 2022 e 2023 è corpo di ballo nei tour dei palazzetti di Sangiovanni e Madame. Debutta a teatro nel 2022 con Andiamo(!), replicato fino al 2023. Nel 2024 presenta Maria e i senzatetto e Il Contenitore, performance portata anche alle WOD Finals di Los Angeles.
Negli anni il gruppo si è aperto a numerose collaborazioni interdisciplinari operando nella danza e dialogando con le arti visive e audiovisive. Con questa consapevolezza dal 2024 si configura come collettivo che accoglie artisti di ambiti diversi la cui missione è l’indagine del linguaggio coreutico attraverso la
sperimentazione che si compie nell’incontro tra discipline.
Dal 2024 amplia la ricerca con progetti espositivi e formativi. Nel 2025 realizza nuovi cortometraggi, installazioni e presenta il primo studio di Meme. Da febbraio 2026 fa parte del progetto #YOUNGDREAMERS promosso da DANCEHAUSpiù, grazie al quale porta in scena Meme (2026) nella sua versione
definitiva.
MEME

REGIA | Samuele Barbetta
COREOGRAFIA | De Anima
INTERPRETI | Federico Prendin, Silvia Chieregato, Alice Pinato, Elia Fiore, Riccardo Massaro, Massimo Farina
COSTUMI E SCENOGRAFIA | De Anima
durata 50'
Uno spettacolo fruibile anche nell'ambito del Teatro Ragazzi
Inserito nel catalogo NEXT - Palchi di Classe




Come si fa a narrare l’attualità? Come si fa a rimanere al passo con la sua evoluzione?
Le informazioni corrono, la realtà e la sua narrazione continuano a muoversi e a creare una rete che invade e colpisce noi tutti. Meme parla del mondo, parla di noi esseri umani nel mondo, di ciò che accade e di come gli eventi impattano sui nostri corpi e sulle nostre menti.
Meme porta in scena ciò che nella realtà genera frizione, interrogando il nostro modo di abitare il presente.
È un gioco, una sfida, una guerra? Forse sì. O forse è qualcos’altro.
Si indaga la contemporaneità, non facendoci missionari di una battaglia ideologica, ma in qualità di esseri umani che
si pongono domande riguardo al futuro, non dimenticando il passato e cercando un modo per affrontare il presente. È
un esercizio di umanità, un viaggio dialogico, temporale e spaziale che orbita attorno a temi sociali, paradossi morali; è un elogio del cammino e della rimanenza. In Meme destini lontani nel tempo e nello spazio si intrecciano attraverso il linguaggio della danza, traducendo in movimento il senso di smarrimento, l’autoprotezione, il cinismo e il desiderio di libertà di fronte a un destino incombente.
COPPIA UMANA
174x155 CM

COREOGRAFIA | Samuele Barbetta
DANZATORI | Barbara Allegrezza e Nicolò Castagni
PRODUZIONE | DANCEHAUSpiù 2026




PH SALVATORE LAZZARO
Barbara e Nicolò sono una coppia umana. Lei è alta 155 cm, lui 174 cm. Proprio come i bambini che si guardano allo specchio per la prima volta, con lo sguardo illuminato, i due comprendono di essere separati dalle cose, di essere una Barbara e uno Nicolò. La vita non è cercare di risolvere questo enigma? Dove siamo, in noi o nell’altro? È quello che si chiede concretamente la coppia, senza scorciatoie metaforiche. Le forme spinose ma roventi dei loro corpi in scena, così come il titolo della coreografia, sono un omaggio a Egon Schiele, il pittore che più di tutti ha consacrato la sua vita alla soluzione del mistero dell’identità.
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