I VESPRI/GIOVANNI INSAUDO

Coreografo di fama internazionale e fondatore del collettivo di danza I VESPRI | Giovanni Insaudo, artista associato di DANCEHAUSpiù.
Nel 2024 è stato insignito del Premio Danza&Danza come Miglior Coreografo Emergente dell’Anno e ha ricevuto il Premio Città di Foligno per il merito coreografico. Nel 2025 nominato New Comer of the Year dalla prestigiosa rivista Tanz Magazine.
Ulteriori riconoscimenti: il 2° premio al Certamen Coreografico Internacional Burgos-New York, il 3° premio e il premio di produzione all’International Choreographic Competition di Copenaghen, il MasDanza Audience Prize e il Premio del Pubblico all’Hannover International Competition.
I suoi lavori sono stati rappresentati in Europa, Asia, in paesi come Italia, Spagna, Germania, Bulgaria, Turchia, Paesi Bassi, Israele, Danimarca, Belgio, Taiwan, Svizzera e Polonia.
Dal 2024 è artista associato di DANCEHAUSpiù con cui crea le opere I Have Seen That FaceBefore (2024), Diva (2025), Nostalgia (2025), Intermezzo (2026), Overture (2026).
Giovanni è stato inoltre invitato a creare coreografie per rinomate compagnie e istituzioni di danza, tra cui Semperoper Dresden, Opera di Graz, Landestheater Linz, Theater Lüneburg, Gärtnerplatz Theater, Konzert und Theater St.Gallen, CNN/AterBalletto, Theater Trier, Theater Nordhausen, Hung Dance, Tanz Luzerner Theater, Palucca Hochschule Dresden.
NOSTALGIA

Uno spettacolo di Giovanni InsaudoAssistente alla coreografia: Sandra Salietti AguileraDanzatori: Sandra Salietti Aguilera, Hélias DorvaultVideo: Alfonso Fernández SánchezProduzione: DANCEHAUSpiùcon il sostegno di I VESPRI, TanzLabor ROXY Ulmcon il supporto di Twain_Direzioni Altre, Palcoscenico DanzaDurata: 50 min



ph Salvatore Lazzaro
NOSTALGIA è una profonda riflessione sull'anelito al passato, sul desiderio e la necessità di rivivere attimi unici e irripetibili.
In un mondo dove tutto si trasforma incessantemente, Insaudo ci propone un viaggio che nasce dalla sua malinconica, e al contempo positiva, nostalgia per quei frammenti vissuti sul palco. La rappresentazione si concentra sull'arco di tempo che va dagli ultimi istanti dell'esibizione al primo applauso del pubblico, sfidando la cronologia tradizionale di una performance e ripercorrendo lo spettro di emozioni del danzatore in modo caotico. Insaudo si interroga su cosa cambierebbe se osservassimo il saluto finale di uno spettacolo come un'immagine iconografica, domandandosi se l'artista abbia mai veramente smesso di esibirsi o se sia rimasto intrappolato in una dimensione differente.
L'opera include uno strumento narrativo, un video in formato da docufilm per formativo che consente, così come ricordi emergono in modo non necessariamente lineare, di costruire la scena con una sequenza non convenzionale.
Lo spettacolo diviene un'esperienza di spostamento percettivo per il pubblico, che si ritrova immerso nella creazione e nelle sensazioni che essa suscita nei danzatori.
DIVA

Uno spettacolo di Giovanni Insaudo
Assistente alla coreografia Sandra Salietti Aguilera
Danza Sandra Salietti Aguilera e Gianmarco Martini Zani
Produzione DANCEHAUSpiù 2024
Co-produzione Festival Danza in Rete Vicenza/Schio



ph Alice Colombo
“Diva" è il nuovo spettacolo di Giovanni Insaudo, che esplora l'intramontabile figura della Diva e la sua idealizzazione nella cultura popolare. La pièce si ispira principalmente alla diva per eccellenza, Marylin Monroe, e offre uno sguardo sulla vita privata e spesso solitaria di queste icone della fama degli anni ‘50.
Lo spettacolo cerca di svelare l'introversa realtà che si cela dietro il glamour, l'attenzione dei media e l'idealizzazione del pubblico mettendo in luce il contrasto tra ciò che il pubblico vede e ciò che le dive vivono veramente, evidenziando l'influenza spesso negativa delle figure maschili nelle loro vite.
Nell'epoca degli anni '50, le dive erano spesso soggette al controllo e all'influenza di uomini potenti che potevano plasmare la loro carriera e il loro destino personale. Questi uomini, siano essi produttori, registi, manager o anche mariti e amanti, avevano un ruolo significativo nel decidere il percorso delle dive. Molte volte, le dive erano costrette a conformarsi alle aspettative maschili, limitando la loro autonomia e soffocando il loro potenziale creativo.
I'VE SEEN THAT FACE BEFORE

DIREZIONE, COREOGRAFIA E COSTUMI | Giovanni Insaudo
DANZATORI | Sandra Salietti, Hélias Dorvault
VIDEO | Alfonso Fernández Sánchez
MUSICHE | Haussman Bvd, Minus Sixty One / WOODKID
PRODUZIONE ITALIANA 2024 | DANCEHAUSpiù



"I'VE SEEN THAT FACE BEFORE" di Giovanni Insaudo è un'immersione profonda nel mondo interiore dell'interprete, esplorando il delicato istante tra la fine di una performance, il ritorno dei danzatori e l'incontro con il pubblico. Si pone la domanda: è veramente una conclusione, o sono gli inchini stessi una performance in sé, parte integrante dello spettacolo? L'interprete ha la possibilità di staccarsi dalla performance, o essere osservato è un prolungamento della stessa?
"I'VE SEEN THAT FACE BEFORE" di Giovanni Insaudo esplora il mondo interiore di un interprete nel delicato momento tra la fine della performance e il saluto al pubblico.
Concept:
Il progetto mira a destrutturare il momento di chiusura di uno spettacolo, reinterpretando la "fine" non come un epilogo ma come una potenziale rinascita di emozioni ed energia. Analizzando l'atto di essere osservati durante gli inchini, si cerca di capire cosa si innesca in un corpo danzante e quali ripercussioni ciò può avere sugli interpreti e sul pubblico. Il concept si sviluppa dal desiderio di esplorare la partecipazione del pubblico come elemento attivo, trasformando gli applausi in un nuovo atto performante.
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