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I WANDERED

LONELY

AS A CLOUD

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UNO SPETTACOLO DI MATTEO BITTANTE

con DANCEHAUS COMPANY Alice Carrino, Cristian Cucco,Giovanni Leone
MUSICHE | AUTORI VARI 


PRODUZIONE DANCEHAUSpiù

“Vagavo solitario come una nuvola” è l’incipit di una delle poesie più famose del romanticismo inglese scritta all’inizio dell’800’ da William Wordsworth. In questa nuova creazione del coreografo Matteo Bittante, co-direttore e artista residente del Centro Nazionale di Produzione della danza, DANCEHAUSpiù, i versi del poeta fanno da sfondo al rito bucolico ed errabondo dei tre danzatori in cui la forza vitale e la quiete idilliaca della natura si contrappongono ai turbamenti e alla confusione della città. Nella poesia, come nello spettacolo, i veri protagonisti non sono però gli uomini ma gli elementi della natura come il lago, i narcisi o le nuvole con cui i corpi dei danzatori tentano una possibile metamorfosi.

Note del coreografo

Ho vissuto la mia fanciullezza su una collina, in mezzo alla natura, correndo da un prato all’altro; arrampicandomi sugli alberi,

ero sempre in un contatto costante, quasi simbiotico con Lei. 
Sin dall’antichità la campagna, e la vita rurale sono servite come fonte di ispirazione a molti artisti.
Un luogo idilliaco di evasione, un rifugio dai negozi della vita, un tempo per l’esplorazione del sé. Un paesaggio dell’anima, oggi da difendere e proteggere contro le ideologie di un’epoca che contaminano e desertificano la Madre Terra.
Matteo Bittante

“I wandered lonely as a cloud” is the incipit of one of the most famous poems of English romance written at the beginning of ’800 by William Wordsworth. In this new creation by choreographer Matteo Bittante, co-director and resident artist of the National Dance Production Centre, DANCEHAUSpiù, the poet’s verses form the background to the bucolic rite of the three dancers in which the life force and the idyllic stillness of nature are opposed to the turmoil and confusion of the city. In poetry, as in the show, the real protagonists are not men but the elements of nature such as the lake, the daffodils or the clouds with which the bodies of dancers attempt a possible metamorphosis.

Notes of the choreographer

I lived my childhood on a hill, in the middle of nature, running from one meadow to another; Climbing on trees, I was always in constant contact, almost symbiotic with her.
 Since antiquity the countryside, and rural life have served as a source of inspiration to many artists. An idyllic place of escape, a refuge from the shops of life, once for the exploration of the self. A landscape of the soul, today to be defended and protected against the ideologies of a period that contaminate and desert Mother Earth.

Matteo Bittante