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DOC 1 / De Keersmaeker o della rivoluzione, per i trent’anni di MilanOltre

FASE / Rosas / © Herman Sorgeloos Due donne vestite in modo essenziale, abiti bianchi e scarpe da ginnastica, scenografia vuota. In sala è palpabile un’attesa carica di aspettative. Il festival MilanOltre, che ha festeggiato a ottobre la trentesima edizione, non poteva scegliere inizio migliore. Ad aprire le danze al teatro Elfo Puccini, infatti, è Fase, four movements to the music of Steve Reich, della coreografa belga Anne Teresa De Keersmaeker (fondatrice della compagnia Rosas, da lei diretta): un lavoro del 1982, considerato tra i capolavori della danza contemporanea. Fase è un lavoro geniale e rivoluzionario in cui De Keersmaeker traduce la musica in danza, basandosi sulle ripetitività

DOC 1 / Editoriale. DANZA REI. Ascoltando il suono del corpo

Non si può attraversare due volte lo stesso fiume, diceva Eraclito. La materia vivente si trasforma, si disperde, scorre, e nulla resta immutato. Guardare un corpo in movimento, su un palcoscenico, ci ricorda ogni volta questa verità antica che i greci conoscevano bene. Ed è qui che risiede la sfida più difficile per chi guarda, fermo in platea: la danza chiede allo spettatore di abbandonare etichette e categorie, di provare ad ascoltare prima ancora che a capire, e persino di rinunciare a una distinzione troppo rigida tra le diverse percezioni sensoriali. Abbiamo provato a fare questo, nel laboratorio di visione e di scrittura coordinato da Stratagemmi con DanceHaus: abbiamo selezionato una

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