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DOC 2 / Danzare mondi interiori

Dove è possibile oggi incontrare le nuove generazioni di coreografi italiani? Una risposta la offre, anche quest’anno, il Teatro Sala Fontana con il “Fontana Danza Festival”. A inaugurarlo sono le “Serate Anticorpi Explo – Tracce di giovane danza d’autore”. Photo by Dario Bonazza Come in una galleria di quadri, caratterizzati da toni di colori diversi e sfumature, da soggetti di forme poliedriche e da dimensioni eterogenee, anche in platea si ha l’impressione di essere immersi in un’aura nuova e cangiante. Tra le diverse proposte, molte fondono ideazione e interpretazione, portando in scena figure demiurgiche di creatori-performer. È il caso di Barbara Berti e Olimpia Fortuni (in scena marte

DOC 2 / Intervista a Michele Altamura - Vico Quarto Mazzini

Emergenze: crescere sulla scena di oggi. Com’è nata l’idea di intraprendere un percorso artistico per Vico Quarto Mazzini? Il teatro è fatto di incontri tra esseri umani. All’inizio c’è stato quello tra me e Gabriele Paolocà, e poi i mille altri avvenuti in questi anni. Incontri artistici e personali. Abbiamo scelto di vivere ‘alla provincia dell’Impero’ per proteggere un processo di ricerca, limitare al massimo le difficoltà contingenti che una compagnia deve affrontare e concentrarci totalmente sulla creazione. Qual è stato il vostro percorso accademico? Come è stato, dopo gli studi, affrontare il mondo lavorativo? Io e Gabriele abbiamo studiato presso l’accademia di Udine e qui abbiamo av

DOC 2 / Intervista a Virginia Spallarossa - Déjà Donné

Emergenze: crescere artisti sulla scena di oggi. Photo by Franco Colvi Come é nata l’idea di intraprendere un percorso artistico per Dèjà Donné? Il punto di partenza è stata un’esigenza, un bisogno profondo di far parlare il corpo dando vita e forma a tutto ciò che non trovava altre modalità di espressione. Non è stata quindi una scelta razionale: ho da sempre saputo qual era il mio desiderio e la mia proiezione sulla mia vita futura. Non ho mai avuto dubbi. Quali sono stati i tuoi studi accademici? Come è stato, dopo gli studi, affrontare il mondo lavorativo? Fin dall’inizio i miei genitori hanno creduto nel mio progetto di vita e mi hanno dato la possibilità di realizzare il mio percorso f

DOC 2 / Roberto Latini, uno nessuno e centomila

Al centro della scena il performer e un’armatura seduta su una sedia a rotelle conversano, quasi fossero due anziani in un salotto, della vita e della morte che essi stessi incarnano. Così si conclude Amleto+- Die Fortinbrasmaschine di Roberto Latini, in scena al Teatro Litta di Milano. Photo by Fabio Lovino Riscrittura di una riscrittura, il testo è liberamente ispirato a Die Hamletmachine di Heiner Müller, opera a sua volta influenzata dall’Amleto di Shakespeare. Latini sul palco è “pirandellianamente” uno, nessuno e centomila, passando da un ruolo all’altro quasi senza che lo spettatore se ne accorga. È Amleto, Ofelia, re Claudio ma contemporaneamente è anche Roberto che, con l’utilizzo d

DOC 2 / Charron, sono tuo padre

Una spessa coltre di fumo inonda la platea del CRT Teatro dell’Arte di Milano. Attends, Attends, Attends... (Pour Mon Père) sta per iniziare Le nuvole bianche si muovono creando figure che nascono e muoiono fluttuando nell’aria e portando gli spettatori in un mondo altro, lontano e lisergico. Alta è l’aspettativa di fronte a uno spettacolo creato per un solo performer dal tanto discusso Jan Fabre, l’artista che ha sconvolto i teatri di tutto il mondo con la regia di Mount Olympus (e non solo): durata 24 ore, in scena 27 interpreti. Una grande responsabilità pesa sulle spalle di Cédric Charron, storico danzatore della Troubleyn: i movimenti che sembrano spesso gratuiti e la mancanza di incisi

DOC 2 / Personaggi in cerca d'attore

Explois di virtuosismi tecnici, finte riscritture o recitazioni vuote e didascaliche. Talvolta a teatro si ha la sensazione di essere inondati da una serie indefinita di stimoli (senza tuttavia riuscire a tornare a galla), o al contrario non riceverne alcuno. Non accade lo stesso quando si ha la fortuna di essere spettatori di personalità come Roberto Latini e Gabriele Paolocà (Vico Quarto Mazzini), in scena al Teatro Litta e al Teatro Sala Fontana di Milano con due innovative riscritture dell’Amleto. Photo by Fabio Lovino Entrambi, soli sul palcoscenico, interpretano il Principe di Danimarca e allo stesso tempo gli altri personaggi della tragedia shakespeariana: Claudio, Ofelia, Gertrude, O

DOC 2 / Nel girone della Dante, tra Michelangelo e Schiele

Al Piccolo Teatro Strehler il pubblico viene accolto da un cerchio di saltellanti attori: quattordici individui (sette uomini e sette donne) che con la loro perfetta sincronia militare e con i loro movimenti, quasi a esplorare lo spazio scenico, attirano da subito l’attenzione degli spettatori. Photo by Masiar Pasquali Il legame che i performer creano tra scena e sala è fortissimo e sottolineato dalla luce, che illumina indistintamente palco e platea. Stessi movimenti, uguale ripetizione, un solo respiro. Il gioco collettivo viene interrotto dalla prima temeraria “bestia di scena” che ha il coraggio di affacciarsi sulla ribalta iniziando a spogliarsi, forse accaldata dagli esercizi, le cammi

DOC 2 / Una favola per dire addio alle favole

Fare un figlio non vuol dire amarlo, rivela Geppetto a Pinocchio. Una scena di crudo realismo, quasi cinematografica conclude la sconvolgente riscrittura del regista Antonio Latella del famoso romanzo collodiano, in scena al Piccolo Teatro di Milano. Photo by Brunella Giolivo Geppetto, serio, seduto a un tavolo, sta mangiando. Pinocchio entra in scena. È vestito di tutto punto. Non è più un burattino, ormai è un adulto e deve affrontare la realtà: suo padre non l’ha mai voluto, né gli ha mai voluto bene. Un Pinocchio “tutt’altro che per bambini”, recitano le note di regia. Il merito di Latella è proprio quello di aver scovato il lato più vero della favola, presentandone gli aspetti più profo

DOC 2 / Le sabbie mobili di Pinocchio

Siamo al Piccolo Teatro Strehler di Milano, in scena per la regia di Antonio Latella una delle favole più conosciute degli ultimi cento anni, Pinocchio, di Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Photo by Brunella Giolivo Sul palco il tavolo da lavoro su cui nascerà il burattino, una vecchia macchina del tuono e soprattutto un gigantesco tronco mobile, a simboleggiare il celebre naso di legno o forse (si scoprirà in corso d’opera) qualcosa di più inerente alla sfera dell’eros. La scenografia può dunque sembrare cruda, essenziale nella sua concretezza, ma l’incessante cadere, come neve, di piccoli trucioli di legno dona un volto fiabesco, eccezionale nella sua dolcezza, all’interpretazione di Latel

DOC 2 / Essere ( o non essere) attore oggi

L’attore sembra oggi diventare la cellula che nutre di realtà la finzione dell’organismo teatrale, nel confine sempre più labile tra interprete e personaggio. Gli spettacoli Amleto+Hamletmachine di Roberto Latini, Pinocchio di Antonio Latella e Bestie di scena di Emma Dante riflettono in modo esemplare questo cambiamento. Photo by Soledad Cordoba Oggi sembra difficile dare una definizione univoca dell’attore all’interno della scena: è una figura che si è trasformata e sta evolvendo, e che non si riduce più a un mero interprete, ma si trova a essere inserito nella scena come uomo, e forse è proprio da qui che nasce la difficoltà di definirne l’identità. Amleto+Hamletmachine di Roberto Latini,

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