PAOLA LATTANZI  | ASSOCIATE ARTIST 

Centro Nazionale di Produzione della Danza

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Laureata alla 𝗔𝗺𝘀𝘁𝗲𝗿𝗱𝗮𝗺 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆 𝗼𝗳 𝘁𝗵𝗲 𝗔𝗿𝘁𝘀 in coreografia (SNDO-School for new dance development), Paola è vincitrice nel 2014 del Premio 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 & 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 con l’assolo “Sopra di me il diluvio” di Enzo Cosimi come miglior spettacolo italiano e nel 2015 del premio 𝗧𝗲𝗿𝘀𝗶𝗰𝗼𝗿𝗲 come migliore interprete contemporanea. Docente di tecnica e composizione presso la 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗮 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗚𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶 e dal 2021 di Teatro Fisico presso l’Accademia Susanna Beltrami. 

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IO NON SONO DI QUESTO MONDO

AZIONI SITE SPECIFIC DI E CON PAOLA LATTANZI

a cura di MATTEO BITTANTE

DANCEHAUS COMPANY

e la partecipazione di ACCADEMIA SUSANNA BELTRAMI


PRODUZIONE DANCEHAUSpiù  /2022

Ma sono in questo mondo e ne abito il confine.

Cosa è vero e cosa è falso, dal momento che non c’è verità più incrollabile di quella a cui si vuole credere?

La mente è un’invenzione di Platone, dunque“ non c’è altra evidenza che quella del corpo”.

 

Contro il culto del piacere immediato, Contro la dissociazione morale, Io confida nell'illimitato potenziale dello spirito umano.

But I am in this world and inhabit its boundary.

What is true and what is false, since there is no truth more unshakable than that which one wants to believe?

The mind is an invention of Plato, therefore "there is no other evidence than that of the body."

 

Against the cult of immediate pleasure, Against moral dissociation, I trust in the unlimited potential of the human spirit.

foto di S. Meliti

MY DUTY

DEBUTTO 11 E 12 DICEMBRE 2021| FESTIVAL EXISTER

DANCEHAUS COMPANY JUNIOR

BARBARA ALLEGREZZA, NICOLO' CASTAGNI, ANDREA PIRAS, FRANCESCA ROMBOLA'

UNO SPETTACOLO DI | PAOLA LATTANZI
PRODUZIONE DANCEHAUSpiù  /2021

con il sostegno di

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Nato da una riflessione sul senso del dovere è un’indagine che parte dalla ricerca della relazione tra le parti istintive e razionali dell’animo e del corpo umano, gli stati di coscienza attraverso i quali l’essere umano compie delle scelte che lo mettono in relazione al l’altro. Siamo partiti dalla domanda: “quale è il mio dovere?” E abbiamo cercato di definire i confini del dovere e del desiderio.

Fare, osservare, compiere il proprio dovere, trascurare mancare ai propri doveri, doveri morali, doveri civili, sociali, religiosi, coniugali, scolastici; doveri verso Dio, verso la patria, verso la società, verso il prossimo, verso la famiglia, verso sé stesso; doveri di padre, di madre, di marito, di figlia, di studente; conosco il mio dovere, mi sento in dovere, la via del dovere, la voce del dovere; rimanere vittima del proprio dovere.

Il rapporto intimo con il dovere definisce le scelte e l’identità.

 

Non solo per noi stessi siamo nati

“Non nobis solum nati sumus.”

(Marco Tullio Cicerone “De Officiis”)

Born out of a reflection on the sense of duty, it is an investigation that starts from researching the relationship between the instinctive and rational parts of the human soul and body, the states of consciousness through which human beings make choices that relate them to each other. We started with the question, "What is my duty?" And we tried to define the boundaries of duty and desire.

Doing, observing, fulfilling one's duty, neglecting to miss one's duties, moral duties, civil duties, social duties, religious duties, marital duties, scholastic duties; duties to God, to country, to society, to neighbor, to family, to self; duties as a father, mother, husband, daughter, student; I know my duty, I feel in duty, the way of duty, the voice of duty; remaining a victim of one's duty.

The intimate relationship with duty defines choices and identity.

 

Not only for ourselves are we born

"Non nobis solum nati sumus."

(Marcus Tullius Cicero "De Officiis")

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COREOGRAFIA E INTERPRETAZONE | PAOLA LATTANZI

assistente al progetto | Andrea Dore

disegno luci | Daniela Bestetti 

materiali di scena | Cristina Neri, Roberto Manzotti 

sound editing | Andrea Linke
PRODUZIONE DANCEHAUSpiù  

CRYING OUT LOUD
a doll’s house

“Queste cose non avvennero mai ma sono sempre”.

Sallustio

Non c’è la pretesa di rielaborare il dramma Borghese di Ibsen. Ho solo rubato Nora. Avevo voglia di giocare con quel personaggio ribelle, moderna Antigone, che sceglie di escludersi, sottrarsi.
La casa, simbolo di un dentro dal quale scappare e dove rifugiarsi è metafora del corpo. Un corpo che nasconde e si nasconde, che straborda di memorie e brama di rinnovamento. Luogo di trasformazioni e di processi da tenere in equilibrio, la casa è lo spazio di energie da bilanciare.

“Tutto mi ricorda tutto. Solo quando vado tanto indietro e tanto dentro riesco a fare un passo avanti e uscire”

"These things never happened but they are always".

Sallust

There is no claim to rework Ibsen's Borghese drama. I just stole Nora. I wanted to play with that rebellious character, modern Antigone, who chooses to exclude herself, to escape.
The house, symbol of an interior from which to escape and where to take refuge is a metaphor for the body. A body that hides and overflows with memories and longing for renewal.

A place of transformations and processes to keep in balance, the home is the space of energies to be balanced.

"Everything reminds me of everything.
Only when I go so far back and inside I can take a step forward and get out "