© 2025 DHPIù

Maggiori informazioni

DOC 1 / Confronto con Kronos

February 3, 2017

 

Al teatro Out Off di Milano, Silvia Gribaudi affronta il tema del passare del tempo con lo spettacolo What age are you acting – le età relative, produzione nata nell’ambito di “Act your age”, progetto europeo che dà largo spazio a creazioni coreutiche. La replica di Milano apre la diciottesima edizione del Danae Festival, appuntamento consueto per chi vuole esplorare le nuove esperienze artistiche della scena contemporanea. La performance si apre con uno spazio spoglio: in scena la Gribaudi stessa e Domenico Santonicola – danzatore ed ex militare delle Forze Armate Italiane – sono in estrema armonia con l’ambiente, mostrandosi nudi nella loro semplicità. Lei, donna di un quadro ottocentesco accogliente e sensuale, alterna con naturalezza pose plastiche a momenti di estrema dinamicità. Lui, Kronos Dio del tempo, statuario nella sua presenza, soffia su cumuli di polvere bianca che, vorticando, va a posarsi sul suo corpo facendosi veste senile. I loro movimenti nascono infatti dalla ricerca e dallo studio di corpi trasformati dal passare degli anni: una fisicità e un’estetica molto distanti da quelle proposte quotidianamente dai modelli dei media. Lo spettacolo apre diverse porte sul quotidiano e coinvolge lo spettatore attraverso una suggestiva multisensorialità: i due peromer, oltre a giocare con i consueti strumenti scenici di corpo e voce mettono in campo anche l’olfatto. Veniamo infatti investiti da un freschissimo profumo di cetriolo, aroma piacevolmente evocativo, che ci riporta alla stagione più calda dell’anno e della vita: la giovinezza. Dopo averne affettato uno con estrema velocità e precisione i due artisti se ne cospargono viso e corpo: forse un’esplicita critica a chi si nasconde dietro a maschere di bellezza? Così almeno parrebbe quando, subito dopo, gli interpreti si trasformano in statue che inneggiano a una naturalezza posticcia per poi lasciare nuovamente spazio a una nuova ricerca sulla naturalezza del corpo. Un contrasto che spinge lo spettatore a interrogarsi su quale sia il vero senso del proprio essere, della vita e dell’eternità. L’uomo è veramente spaventato dalla morte? È forse questo il motivo per il quale siamo disposti a sacrifici per rimanere giovani il più a lungo possibile. Queste rinunce sono fatte per noi o solo per pura apparenza? Tutto può anche essere letto con una visione dualistica: uomo e donna, caldo e freddo, morbido e duro, evanescente e non.

L’onda dell’azione è rafforzata dall’utilizzo delle luci che continuano a modificare gli spazi. Ora fasci e coni di luce mostrano alcuni particolari celandone altri, ora la scena è completamente illuminata. La poesia creata dai chiaro-scuri arriva al culmine quando i corpi − rischiarati da led posizionati sul fondo dello spazio d’azione − si trasformano in silhouette, un effetto che dà nuova vita alla polvere che viene scagliata dal performer contro il fondale. I pochi elementi in scena continuano a intrecciarsi creando un respiro intenso che fa crescere il ritmo della rappresentazione: quello di What age are you acting è un invito a non fermarsi e a continuare la propria ricerca, artistica e personale, oltre ogni limite fisico o psicologico.

 

WHAT AGE ARE YOU ACTING – LE ETÀ RELATIVE

di Silvia Gribaudi

con Domenico Santonicola e Silvia Gribaudi

 

Please reload

Recent Posts

July 5, 2019

Please reload

Archive
Please reload

Please reload

Follow Us
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square