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DOC 1 / L’insostenibile leggerezza di Claudia Marsicano

February 3, 2017

©Elisa Gobbi Frattini

 

Un’atomica esplosione di colori e di vita: sul palco la one woman show Claudia Marsicano si esibisce in dieci esercizi di virtuosismo nelle vesti di un’istruttrice di cardio fitness televisivo anni ‘80. Stiamo parlando di R.Osa, uno dei due spettacoli della coreografa Silvia Gribaudi che ha inaugurato Danae Festival 2016. Un’apertura all’insegna dell’esuberanza: quella del corpo e dell’energia della performer che, nel suo luminoso body azzurro in lycra, si applica con abilità a una serie di esercizi che spaziano dal movimento ginnico al canto, all’utilizzo della mimica facciale. Una performance che fa del coinvolgimento del pubblico una delle sue cifre stilistiche: la Marsicano apre infatti la scena con un esercizio vocale spiegato in ostentato british, invitando poi gli spettatori ad alzarsi per ballare sulle note di Lady Gaga. Tutti si muovono, nessuno escluso. La performer prosegue eseguendo, con la sua formidabile schiena, un ponte che suscita stupore e incredulità: possibile che un corpo di tali dimensioni possa reggere a uno stimolo tanto ardito? Ma non finisce qui: su Toxic di Britney Spears si lancia in un lezioso Lip Show per chiudere con un end-in-style, scivolando con la pancia da quinta a quinta sul tappeto di scena annaffiato con dell’acqua. Il clima creato da Claudia Marsicano è, fin dal primo istante, caldissimo: all’Out Off (sold out per l’occasione) c’è voglia di ridere e di divertirsi insieme a lei, c’è impazienza per ciò che viene dopo. La Marsicano possiede la dote dell’ironia: ci mette infatti, in modo abbastanza spiazzante, di fronte a un corpo quasi completamente nudo, che nella sua forma imponente non nasconde la fatica di muoversi. Eppure qualcosa risplende: c’è armonia nel disegno dei muscoli, nel suo modo di camminare, di giocare sul palcoscenico, di utilizzare la mimica del suo viso tondo. Claudia è bella e consapevole: questa sicurezza è un forte messaggio per tutti coloro che non pensano che l’universo interiore possa modificare l’esteriorità di un corpo in movimento. In questa ragazza si vede la perseveranza e la voglia di farcela, nonostante le oggettive difficoltà che comporta la sua corporeità sia nella quotidianità sia nella dimensione performativa; si percepisce la capacità di trasformare uno strumento di per sé poco adatto a veicolare messaggi secondo i canoni del palco in un corpo aperto ed estremamente efficace ed espressivo. Succede poche volte di uscire dalla sala di un teatro cogliendo nettamente ciò  che l’artista vuole trasmettere: in R.Osa arrivano forti il vigore e l’energia della performer e la certezza che la sua battaglia contro il modo comune di vedere, di apparire e mostrarsi l’ha vinta con una “voluminosa” potenza, capace di catalizzare l’attenzione e gli occhi di un’intera platea totalmente rapita e in visibilio.

 

R.OSA

di Silvia Gribaudi

con Claudia Marsicano

luci Leonardo Benetollo

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