© 2025 DHPIù

Maggiori informazioni

DOC 1 / Quando lo showroom diventa laboratorio

February 7, 2017

 

Quella presentata da Annamaria Ajmone in occasione del Danae Festival 2016 sembra essere più una sperimentazione che un vero e proprio spettacolo. A incorniciarla una location magica, lo showroom Bonotto in via Durini, che per un sabato pomeriggio si è trasformato da casa del design a luogo da esplorare e reinventare attraverso la musica e il corpo. Slide in B, infatti, è il nuovo capitolo delle “Pratiche di abitazione temporanea”, progetto nato proprio per abitare luoghi non convenzionali. È così che la giovane artista attraverso il suo movimento, conduce lo spettatore tra gli spazi della Collezione Fluxus della fondazione Bonotto: si passa da una piscina, (che fa domandare se la tentazione di tuffarsi verrà mai soddisfatta durante la performance) a una multi-mirror consolle che, all’occorrenza, si trasforma in supporto su cui fare stretching, o in luogo dove riflettersi e riflettere sull’evoluzione della scena. Annamaria instaura un vero e proprio dialogo con tutto ciò che la circonda, utilizzando il gesto stesso come linguaggio: lei osserva, agisce e reagisce e così fa anche lo spettatore. Si rimane ipnotizzati nel seguire il suo esile corpo in giro: ci si chiede dove ci voglia portare, quale possa essere il senso drammaturgico e dove l’epilogo del suo percorso, che in realtà non arriverà mai: la sua è una performance di tre ore, senza inizio né fine. Una modalità che da una parte offre la possibilità di accedere in qualunque momento allo spettacolo senza perdersi la sostanza, ma dall’altra corre il rischio di saziare lo spettatore dopo poco tempo. Il linguaggio dell’Ajmone è infatti forse un po’ troppo difficile da comprendere e, anche se ricco e personalissimo, rischia di risultare ripetitivo. Si tratta di un esercizio senza una storia da seguire, un movimento puro che prevede l’integrazione di corpo, spazio e musica. Quest’ultima viene creata dal vivo da Caned Icoda, che dalla consolle accompagna, contamina e si fa contaminare da ciò che accade in scena. Difficile dire chi, tra musica e movimento, influenza l’altro: una compenetrazione che testimonia quanto siano integrati gli elementi, ma che, allo stesso tempo, condanna la musica a rimanere solo un tappeto, un sottofondo sonoro. Immergersi nel mondo di Slide in B è come un bagno un po’ troppo freddo: rinfrescante? Sicuramente! Ma non del tutto rilassante.

 

SLIDE IN B

danza/concept di Annamaria Ajmone

costumi/live audio di Caned Icoda

Please reload

Recent Posts

July 5, 2019

Please reload

Archive
Please reload

Please reload

Follow Us
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square