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DOC 1 / Unconventional dancer

February 7, 2017

©Luigi Gasparroni

 

Un mucchio di piume bianche al centro della scena, davanti a un ventilatore. Così viene accolto in sala il pubblico dei 10 Miniballetti di CollettivOCineticO. Dall’ultima quinta si nota una presenza che spia la platea: pare Francesca Pennini. Ne abbiamo conferma poco dopo, quando vediamo la performer seduta in braccio a uno spettatore, mentre lo sottopone a un insolito test respiratorio. Ma è tempo di tornare sul palco per dare inizio ai tanto attesi “miniballetti” del titolo, ognuno anticipato da una piccola esposizione sui meccanismi della termodinamica e caratterizzato da contorsioni, sforzi muscolari e atletismo. La protagonista agisce nel silenzio, il pubblico è attento a ogni suo gesto, incredulo davanti all’elasticità del corpo in scena. Emergono progressivamente altri elementi: le luci, vere e proprie amplificazioni del movimento, seguono come una musica l’inspirazione e l’espirazione della danzatrice, aumentando e diminuendo con esse. Ed ecco apparire sul palco un altro maestoso danzatore, con il suo corpo artificiale: è un drone, che si posiziona davanti al cumulo di piume bianche. In uno dei momenti più suggestivi dello spettacolo, la macchina si muove, accompagnata dalle soavi note di Le Voci di Primavera di Strauss, in una danza leggiadra, armoniosa, quasi a contrastare la sua natura tecnologica. Volteggia a destra e a sinistra, si sposta dal basso verso l’alto, rotea su se stesso con maestose pirouettes, dando vita a un nuovo spazio sulla scena. L’assolo si conclude, l’interprete esce di scena: verrebbe voglia di applaudirlo, ma è nuovamente il momento del corpo umano. Qui la Pennini cambia ruolo: ora interpreta se stessa quand’era bambina. Appunti tratti da un suo quaderno vengono raccontati dall’autrice che, stesa supina sul pavimento, racconta le sue prime imprese con la coreografia e con gli esercizi di riscaldamento. I suoi lavori ci vengono riproposti con quattro variazioni, caratterizzate tutte dallo stesso elemento: l’ironia. Francesca ci fa sorridere, sul palco non vediamo più una donna, ma una bambina alle prese con i suoi sogni. Ci porta indietro nel tempo, alla nostra infanzia: diari segreti, progetti su lavori inesistenti o irrealizzabili, disegni di case, famiglie. E ci invita a entrare nella sua intimità infantile, mescolando i nostri ricordi con le sue fantasie.

 

10 MINIBALLETTI

di e con Francesca Pennini

 

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