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DOC 2 / Danzare mondi interiori

May 10, 2017

Dove è possibile oggi incontrare le nuove generazioni di coreografi italiani? Una risposta la offre, anche quest’anno, il Teatro Sala Fontana con il “Fontana Danza Festival”. A inaugurarlo sono le “Serate Anticorpi Explo – Tracce di giovane danza d’autore”.

 

 Photo by Dario Bonazza

 

Come in una galleria di quadri, caratterizzati da toni di colori diversi e sfumature, da soggetti di forme poliedriche e da dimensioni eterogenee, anche in platea si ha l’impressione di essere immersi in un’aura nuova e cangiante. Tra le diverse proposte, molte fondono ideazione e interpretazione, portando in scena figure demiurgiche di creatori-performer. È il caso di Barbara Berti e Olimpia Fortuni (in scena martedì 28 marzo) che ci accompagnano e ci guidano per mano all’interno del loro cosmo interiore. Le due performer ci mettono di fronte a un mondo intimo, personale, rivelatore di sensazioni e stati d’animo. Flussi di movimento e parole mediate da un linguaggio semplice, articolato però in frasi dal complesso significato, sono il mezzo che Barbara Berti utilizza per comunicare con il pubblico, l’interlocutore con cui l’autrice si confronta. Barbara parla, racconta, sceglie un tono volutamente e sarcasticamente monotono. Non porge indicazioni precise: sta a noi contribuire, munendoci di immaginazioni e fantasia, al contenuto della sua favola. Dove può condurre il suono delle parole? Sui meccanismi dell’empatia e sulle modalità di connessione con lo spettatore lavora anche Olimpia Fortuni in Soggetto senza titolo. La performer fa capolino sulla scena con le sembianze di una figura informe, dal busto lunghissimo, simile a un personaggio dei cartoni animati. Il suo volto è nascosto dietro al buio di una maschera, mentre la sua forma elastica ed estesa muove in modo fluido e continua a mutare. Olimpia è in continuo movimento, salta, rotola, cammina, corre. La sua instancabile trasformazione diviene un ciclo di metamorfosi perpetua. In entrambi i lavori il pubblico viene portato a percepire il turbamento delle danzatrici e a entrare in profonda connessione con loro. Senza accorgersene, lo spettatore si trasforma così nel testimone silenzioso di un vissuto.

 

I AM SHAPE, IN A SHAPE, DOING A SHAPE | Barbara Berti

SOGGETTO SENZA TITOLO | Olimpia Fortuni

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