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DOC 2 / Intervista a Virginia Spallarossa - Déjà Donné

May 10, 2017

Emergenze: crescere artisti sulla scena di oggi.

 

 Photo by Franco Colvi

 

Come é nata l’idea di intraprendere un percorso artistico per Dèjà Donné?

Il punto di partenza è stata un’esigenza, un bisogno profondo di far parlare il corpo dando vita e forma a tutto ciò che non trovava altre modalità di espressione. Non è stata quindi una scelta razionale: ho da sempre saputo qual era il mio desiderio e la mia proiezione sulla mia vita futura. Non ho mai avuto dubbi.

 

Quali sono stati i tuoi studi accademici? Come è stato, dopo gli studi, affrontare il mondo lavorativo?

Fin dall’inizio i miei genitori hanno creduto nel mio progetto di vita e mi hanno dato la possibilità di realizzare il mio percorso formativo professionale, prima alla scuola del Teatro alla Scala e successivamente a l’Académie de danse Princesse Graçe a Montecarlo. Tutto ciò che è venuto dopo lo devo a questo, alla mia caparbietà e alla volontà di continuare ad andare avanti anche lottando contro le mille difficoltà che questo lavoro porta con sé. Solo adesso posso dire di avere sudato e di essermi guadagnata tutto ciò che ho realizzato. Essere un danzatore professionista oggi non è facile, soprattutto in un paese che fatica a comprendere che questo sia un lavoro; non lo è stato neanche per me vent’anni fa, ma vedendo ciò che succede oggi, credo che oltre alle difficoltà evidenti a tutti, la situazione sia più grave anche per la perdita di molti punti di riferimento

 

Come prendono vita i progetti? In che luoghi create gli spettacoli?

Déjà Donné, la mia compagnia, ha una storia di vent’anni; è nata a Praga e si è trasferita successivamente in Italia. I progetti che scrivo cercano di intrecciare il nostro passato, ancora presente, con un presente che sarà futuro. Questa scelta nasce dall’idea di creare sempre uno scambio diretto, profondo e fondamentale tra i danzatori storici della compagnia e i ragazzi più giovani; questa osmosi permette a tutti di crescere, rigenerare e proiettare in modo potente il lavoro e la nuova identità di Déjà Donné. In questo momento la nostra sede operativa è lo Spazio MIL a Sesto San Giovanni (Milano); in altri luoghi, soprattutto teatri, arriviamo poi a finalizzare i lavori, per l’allestimento e il debutto.

 

Quale consiglio vuoi dare alle nuove generazioni di artisti?

Il momento in cui si esce da un’accademia è quello giusto per mettere tutto in discussione, per perdere le certezze e quindi studiare più di prima. Il consiglio che quindi potrei dare a un giovane artista è quello di non percorrere mai la strada più facile e veloce, perché sarà solo più corta e senza uscita.

 

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