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DOC 3 / VISIONI-SPECCHIO: LO SGUARDO CHE INTERPRETA

Picture by Claude-Nicolas Ledoux

 

In una società dal ritmo frenetico quanto costa prendersi una pausa, sedersi, e trasformarsi in spettatori? Andare a teatro oggi è molto più faticoso di restare sul divano a guardare una serie tv, ma il gioco vale la candela. Ogni spettacolo è infatti un microcosmo che mette in luce interpretazioni e letture differenti che diventano reali proprio nel momento in cui lo spettatore le riconosce sul palco, in un affascinante e misterioso gioco di specchi. Il pubblico a teatro è quindi attivo ed è complice indispensabile dei meccanismi della scena. Proprio per questo lo spettatore ha una grande responsabilità: quella di decodificare lo spettacolo, penetrare nella visione di chi lo ha creato, rielaborandolo e facendolo proprio; solo in questo modo assume una vera e propria funzione critica. Anche noi durante l’esperienza di redazione abbiamo provato ad avvicinarci al teatro con questa attitudine, in modo da poter trovare e sviluppare il nostro personale punto di vista. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle come cambia il modo di guardare uno spettacolo ponendoci con attitudine critica, nel senso etimologico del termine, di “separazione”, di “setaccio”. In questo modo il teatro diventa una sorta di caccia al tesoro di segni e significati da decodificare, una dimensione in cui si riflettono le visioni registiche e le interpretazioni degli spettatori che lavorano come fossero neuroni specchio.

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July 5, 2019

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