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DOC 3 / Cattivissimi noi! Adorabile Richard III

July 19, 2017

Photo by Arno Declair

 

Una parete di cemento, un ballatoio e scale di metallo. Un microfono penzolante, coriandoli e stelle filanti d’oro e d’argento. Urla, brindisi, palpatine e il ritmo sfrenato di Thomas Witte alla batteria; festeggiamenti frivoli e viziosi aprono il Riccardo III di Thomas Ostermeier in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano (dal 25 al 27 maggio) in tre repliche da tutto esaurito.

Ed ecco che dalla platea arriva lui, Riccardo, il re di questo mondo di eccessi: deforme, crudele e manipolatore astuto, ma anche affascinante stratega, oratore ipnotico, una rockstar ante litteram che guadagna palco e microfono e inizia il suo racconto. Un tono intimo e confidenziale il suo: Riccardo, il cattivo per eccellenza, si mette letteralmente a nudo sul palcoscenico in una narrazione diretta e inarrestabile che, come il suo oratore, non ha intenzione di lasciare superstiti. Scava nei più celati angoli dell’animo umano: nei propri ma, a ben vedere, anche in quelli del pubblico con cui interagisce frequentemente. I soliloqui diretti alla platea ammaliano lo spettatore che, conquistato dall'irresistibile ironia del villain, si fa suo fedele alleato.

Ed è proprio questo meccanismo meta-teatrale uno degli elementi più interessanti della rilettura del regista tedesco: tra Riccardo e il pubblico nasce un legame empatico che più che lasciare il beneficio del dubbio al mostro, fa riflettere sulla nostra natura attraverso il senso di colpa che si prova nel solidarizzare con un omicida senza scrupoli. E infatti mentre il racconto procede, la scena si lascia dietro numerosi corpi e il volto del protagonista (ripreso in primissimo piano da una telecamera) si fa sempre più grande, come se una lente d’ingrandimento volesse rendere più visibile non solo la brutalità del futuro re, ma anche quella celata in ognuno di noi.

Ormai il re è solo, sotto i riflettori, il senso di colpa sembra voler uscire dall’uomo, ma viene subito soffocato dalla bestia: Riccardo (sublime l’interpretazione di Lars Eidinger) è re tormentato e tormentoso, la sua vita è un duello incessante: Riccardo combatte Riccardo, Riccardo soccombe, Riccardo è l’appeso… L’essere umano è esibito nella sua forma più impietosa, lasciato li, penzolante, con il suo ghigno soddisfatto in preda a un’estasi vana.

 

RICHARD III

di Thomas Ostermeier

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