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Ri-conoscere l’arte

March 29, 2018

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DanceHaus, 2 dicembre. Alessandro Pontremoli, docente all’Università degli Studi di Torino, nell’incontro tenuto alla prima edizione dei “Dance Meetings”, propone una questione spinosa circa la danza contemporanea e il suo effettivo riconoscimento da parte di un pubblico non specializzato. Il professore racconta di avere condotto un esperimento presso la città sabauda sottoponendo quaranta volontari, venti dei quali danzatori professionisti, a una risonanza magnetica funzionale che ha dato risultati sconcertanti. Stimolati da diverse immagini riguardanti il balletto, la danza contemporanea e gesti quotidiani, solo la materia grigia dei danzatori ha risposto allo stimolo lanciato delle poetiche non convenzionali del contemporaneo, individuando quest’ultima come una vera e propria forma di danza. Potremmo sostenere che i risultati siano lo specchio di una società che è solita categorizzare ancora prima di capire e che ha perso un approccio diretto e istintivo con l’arte corrente. Parliamo di “arte” in generale perché oggi la danza contemporanea non è più riconducibile a un mero spettacolo estetico, ma si nutre di tutte quelle forme che riescono a suscitare qualcosa: arte visiva, installazione, poesia... È comprensibile, quindi, l’aumento di difficoltà nel codificare un linguaggio senza avere a disposizione canoni stabiliti da individuare: risulta più facile essere prevenuti e rigidi nei confronti di ciò che non si conosce e rifiutare qualsiasi scambio col ‘diverso’. La vera sfida della danza contemporanea è quindi quella di suscitare qualcosa: una curiosità o un dubbio; qui ed ora. Non è importante capirla all’istante ma deve essere in grado di stimolare lo sviluppo di idee, catturare l’interesse e invitare a cercare, capire, conoscere. Infatti attraverso la curiosità intellettuale di ciascuno, e grazie a vari livelli di coscienza e conoscenza, possiamo determinare alcune caratteristiche, come l’insieme di più arti o un nuovo rapporto con il pubblico, che rendono lo spettacolo/performance una cosa insolita e mai vista. Forse non ci sono ancora dei tratti che distinguono la danza contemporanea da altre forme d’arte ma, come ogni nuova corrente che si sviluppa, dev’essere osservata nel tempo per poterne catturare l’essenza, imbottigliarla e diffonderla.

 

Dance Meetings, incontro con Alessandro Pontremoli, 2 dicembre, DanceHaus

 

 

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