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Delicious Overdose | Duo Nux - trailer
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Delicious Overdose | Duo Nux - trailer

DELICIOUS OVERDOSE IDEAZIONE E INTERPRETI | ALICE CARRINO E CRISTIAN CUCCO luci e costumi Matteo Bittante foto di scena Michela Piccinini UNA PRODUZIONE DANCEHAUSpiù durata 25" Delicious overdose è un sogno, una metafora visionaria ed onirica di un percorso interiore.
 Lei intraprende un viaggio, seguita e accompagnata da lui, sotto un’ineluttabile pioggia di carte di caramelle. La dolcezza, all’inizio gratificante, supera poi i limiti e diviene tossica, tanto da sopraffarla e toglierle ogni energia vitale. Preda della tentazione, lei soccombe in un overdose glicemica, entrando così in uno stadio mentale e fisico di liquefazione; inutile ogni tentativo di ridarle forza e forma. L’unica via per uscire da questo sogno-incubo è che le due parti ritornino a coincidere, per tornare insieme, più forti, alla realtà. Delicious overdose is a dream , a visionary metaphor and oneiric inner journey. She undertakes a voyage -followed and accompanied by him- under the endless rain of candy wrappers . The sweetness seems to be very sweet until it gets over the limit, becomes toxic, overwhelms and takes her vital energy. As a victim of her own temptation, she is entering in a liquefied mental and physic stage due to a glycemic overdose. The only way to escape from this state is to go back to reality and reconnect her with him(her)self. ​ WINNER EIRFURT INTERNATIONAL COMPETITION 2020 BUDAPEST SZOLO/DUO COMPETITION 2021 - Best Duo Dance Performance
VIDAVE' Crafts - Another With You
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VIDAVE' Crafts - Another With You

ANOTHER WITH YOU IDEAZIONE E INTERPRETI | NOEMI DALLA VECCHIA e MATTEO VIGNALI UNA PRODUZIONE DANCEHAUSpiù durata 30" Articolandosi nelle dinamiche di una relazione tra un uomo e una donna, piccoli e naturali eventi quotidiani che inevitabilmente influenzano la relazione, mostrano come la stessa si trasformi. Il tempo non diventa un’effort ma anche luogo dove tutto si svolge, dove tutto cambia costantemente senza che né l'uomo né la donna se ne possano accorgere. I piccoli momenti in cui i partner prendono coscienza del loro cambiamento diventano importanti rivelazioni per il pubblico. Rivelazioni che mostreranno le questioni che qualunque coppia di innamorati prima o poi si troverà ad affrontare. In questi momenti entrambi non possono fare altro che riscoprire se stessi, scrivendo inevitabilmente un altro pezzo di storia. ​ Articulated in the dynamics of a relationship between a man and a woman, small and natural daily events that inevitably influence the relationship, show how it is transformed. Time does not become an effort but also a place where everything takes place, where everything changes constantly without man or woman noticing. The little moments when partners become aware of their change become important revelations for the audience. Revelations that will show the issues that any loving couple will sooner or later face. In these moments, both can do nothing but rediscover themselves, inevitably writing another piece of history.
promo video channel
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OVER UNDER trailer
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OVER UNDER trailer

OVER UNDER di Matteo Bittante DANCEHAUS COMPANY JUNIOR costumi TOM REBL riprese PIETRO AGOSTINI location DANCEHAUS SUSANNA BELTRAMI produzione DANCEHAUSpiù Con OVER/UNDER il coreografo residente del Centro Nazionale di Produzione della Danza DANCEHAUSpiù, Matteo Bittante, torna a riflettere sui temi a lui cari, della natura e della creazione, umana e artistica, e della grande scommessa di vivere, oggi, creativamente. Come in altre sue creazione il coreografo sceglie di giocare e di far giocare i suoi performer con gli oggetti sulla scena, mescolando significati e significanti . Ed è un gioco fatto di metamorfosi, un “girotondo” arcano capace di suggerire paesaggi visivi mai statici ma in continuo divenire come in continuo divenire sono i paesaggi dell’anima disegnati dai corpi dei performer nella relazione con gli oggetti. Spazi transizionali, nella definizione dello psicanalista Donald Winnicott, la cui essenza risiede nella loro precarietà, nel loro essere a cavallo tra realtà oggettiva e soggettiva. Solo accettando le regole del gioco saremo in grado di vedere in una palla fatta di stracci una foglia secca ondeggiante nello spazio, diventare poi montagna altissima come a squarciare il cielo e farsi infine stella luminosa e fissa. Non è forse questa la condizione di ogni atto creativo, sulla scena ma anche nella vita di ogni giorno, “vedere un mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico” come scriveva il poeta inglese William Blake? E non è forse questa percezione creativa che più di ogni altra cosa fa sì che l’individuo abbia l’impressione che la vita valga la pena di essere veramente vissuta?