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24,42 Il film

Autore: Matteo Bittante

Danzatori: Giovanni Leone (24 anni) e Matteo Bittante (42 anni)

Regia: Matteo Di Gioia

Direzione della fotografia: Pietro Agostini

Dop assistant: Stefano Galli

Costumi: Tom Rebl

Sound design & Mix: Chris Costa

Produzione: DANCEHAUSpiù|The Jack Stupid - Creative Studio

Vincitore di EurAsia VideoDance Contest 2020

proiezioni:

Anteprima - Milano Pride Week 2020, Italia

Festival Exister 2020, Italia

Gdansk International Dance Festival 2020, Polonia

Krakow Choreographic Center 2020, Polonia

Dansk Talent Akademi of Holstebro 2021, Danimarca

Italian Cultural Institute´s Auditorium of Jakarta 2021

Istituto Italiano di Cultura di Mumbai, India 2022

24,42 di M. Bittante foto di P. Agostini
Striscia-orizzontale-positivo-bn.jpg

Due coppie di numeri. Pari. Palindromi.

Cifre che crescono e decrescono al quadrato e radice quadra, che si incontrano a metà per un attimo di vita brevissimo.

Sono il figlio e il padre, gli amanti, i gemelli siamesi uniti per il fianco, il viaggiatore e il mentore.

Il primo numero in ascesa, dirompente, curioso, coraggioso, affamato di vita. Il secondo in discesa, consapevole, generoso, sazio.

Due età dell’uomo incastrate in una croce chiastica che ruota vorticosamente sul perno del continuo cambiamento.

 

In 24,42 un ragazzo viene inseguito e pestato senza motivo. Esanime si affloscia come un Cristo contuso tra le braccia di una Addolorata piangente dalle nocche abrase. 24 cade, muore e infine risorge sotto lo sguardo indagatore della torcia di 42, che lo trova in un cratere nudo come un verme e gravido di rabbia. I due uomini intraprendono insieme un viaggio fugace, breve quanto il momento irripetibile di eclissi totale tra un oggetto celeste in fase crescente e uno in fase calante.

Il percorso porterà 24 al primo compimento della maturità, il perdono, e 42 all’accettazione di una nuova età al margine della giovinezza esaurita, giovinezza che cessa di essere un trofeo da rincorrere e invidiare trasformandosi in rinnovata energia da tramandare, per non morire, mai.

 

L’opera è una parabola notturna che culmina in una nuova alba, in accordo con l’omonimo passo 24,42 del Vangelo secondo Matteo che recita: “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.”