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- Susanna Beltrami | dhpiu
Codirettrice artistica di DanceHauspiù e fondatrice dell'Accademia Susanna Beltrami, percorso di eccellenza per la formazione coreutica. SUSANNA BELTRAMI Il suo nome compare già nel 1986, quando di ritorno dalla Merce Cunningham Foundation di New York, si colloca tra i maggiori coreografi che in Italia segnano un importante inizio per la danza contemporanea. Da subito riceve incarichi didattici e direzionali nei più importanti centri di formazione coreutica del nord Italia, e al contempo si rivela pioniera della danza moderna e contemporanea in Italia attraverso la sua innovativa opera coreografica aperta alla contaminazione tra i diversi mondi artistici. Nel 1998 è fondatrice con l’étoile Luciana Savignano, della Compagnia Pier Lombardo Danza (in precedenza sovvenzionata dal FUS). Nel 2006 fonda e dirige DanceHaus Susanna Beltrami , attualmente riconosciuto come Ente della Formazione Professionale Accreditato dalla Regione Lombardia. Fiore all'occhiello della dance community è l’Accademia Susanna Beltrami, percorso di eccellenza per la formazione coreutica. “Immergersi ogni volta nella creazione di uno spettacolo è come fare un viaggio dentro la propria testa ed il proprio corpo, ma non è un atto di separazione dal mondo, è cercare sinceramente il modo più convincente e affascinante di parlare al mondo. Attraverso la danza e la musica, complice la drammaturgia e la passione per il teatro, nascono le mie creazioni. Ogni volta ci si addentra in nuovi incontri e nuove collaborazioni e soprattutto ci si misura con altri linguaggi sapienti come l'architettura, la letteratura, il design, il suono e molto altro. ” Susanna Beltrami, la cui firma si articola sempre fra note di spettacoli anticonformisti, continua a perseguire la sua strada di contaminazione tra arte e spettacolo. BALLADE IL DANNO IL DANNO LIBERAMENTE ISPIRATO AL ROMANZO "DAMAGE" DI JOSEPHINE HART Ph Salvatore Lazzaro e Monica Bragagnoli UNA CREAZIONE DI SUSANNA BELTRAMI CON EMANUELA MONTANARI E ANTONINO SUTERA e con NICOLO BRIZZI REALIZZAZIONE E REGIA VIDEO- COLLABORAZIONE ALLA REGIA TEATRALE | SALVATORE LAZZARO DIREZIONE STILISTICA E COSTUMI | LUZ MARIA JARAMILLO LUCI E SUONO | MATTEO BITTANTE ASSISENTE | SARA PEZZOLO MAITRE | MATTEO BITTANTE, LUCA NAPOLI E ALESSANDRO NORRITO SARTA | GIORGIA ANDREAZZA MAKE UP VIDEO | CLAUDIA LOI PRODUZIONE 2025 DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza IN COLLABORAZIONE CON MILANOLTRE FESTIVAL un ringraziamento speciale a: MOVIE CHROME, MONICA BRAGAGNOLI E LUZ MARIA JARAMILLO PRIMA NAZIONALE 8 OTTOBRE 2025 MilanOltre Festival La creazione di Susanna Beltrami prende ispirazione dal romanzo di Josephine Hart e dal film diretto da Louis Malle. Al centro, un uomo diviso tra desiderio e colpa, una passione proibita e la perdita del figlio. Il passato riaffiora e il figlio ritorna, come figura trasfigurata, dalle nebbie di un altro mondo, colpito a morte dal tradimento del padre e dalla donna che credeva sua “per sempre”. Passato e presente si confondono in un intreccio dove la danza costruisce un dramma psicoanalitico dalla forte impronta cinematografica e il gesto e l’immagine diventano montaggio emotivo. La partitura video, firmata da Salvatore Lazzaro, moltiplica i livelli di percezione del mondo interiore dei personaggi, fondendo al corpo la sua proiezione, in un'unica - potente - visione del trauma. "Il danno" è una tragedia greca in abiti contemporanei, dove i protagonisti, sono mossi da forze interiori che non possono controllare e che li conducono inesorabilmente verso la catastrofe. Le passioni primordiali, i traumi irrisolti e la violazione dei tabù familiari non appartengono solo ai miti antichi. La tragedia greca, riletta attraverso lo sguardo della psicoanalisi, ci dice che quelle forze oscure continuano a vivere sotto la pelle dell’uomo contemporaneo, pronte a frantumare la sua fragile armatura di razionalità e controllo. Una storia intrisa di follia, pulsioni e morte, dove i due protagonisti sono, allo stesso tempo, vittime e carnefici. In scena, Emanuela Montanari, Antonino Sutera, già primi ballerini del Teatro alla Scala con il giovane Nicolò Brizzi. BALLADE PREGHIERA PROFANA 1/1 UNO SPETTACOLO DI SUSANNA BELTRAMI con COMPAGNIA SUSANNA BELTRAMI con la partecipazione straordinaria di CESARE PICCO MUSICHE ORIGINALI | CESARE PICCO PAROLE E VOCE | DELÌ SUONO | DANIELE VALENTINI LUCI | MATTEO BITTANTE CO PRODUZIONE DANCEHAUSpiù / MILANOLTRE con il sostegno di NEXT – laboratorio delle Idee 2018 e Teatro Ponchielli Un ringraziamento a BARBARA PETRECCA, MARIO GIALLANZA, FILIPPO BONAZZO “Il mio sguardo segreto cercava al di là...” Un vagabondaggio solitario nella periferia cittadina, una ballata, un incedere ebbro che si fa corsa disperata, urlo che squarcia la notte piovosa. Una riscrittura originale in chiave “street-romantic” a partire da La notte poco prima della foresta di B. M. Koltès. Un incontro tra coreografia, corporeità, parola e suono per intonare il canto dell’uomo Koltès che si sta avvicinando inesorabile alla fine della propria vita. Il canto di tutti coloro che sono stati relegati ai margini, in quello spazio “poco prima di” che è luogo fisico e esistenziale. (Susanna Beltrami) Cesare Picco compositore e concertista di fama Internazionale, firma la creazione musicale, a distanza di quasi 20 anni dopo la Lupa, di cui firmò le musiche, un ritorno insieme, un nuovo dialogo tra musica e danza. BLACK TRIAL BLACK TRIAL BLACK TRIAL | DUO VERSION 1/1 1/1 DI SUSANNA BELTRAMI con COMPAGNIA SUSANNA BELTRAMI Samira Cogliandro, Cristian Cucco, Giovanni Leone MUSICHE | AUTORI VARI CONSULENZA DRAMMATURGICA | LORENZO CONTI PRODUZIONE DANCEHAUSpiù “Black Trial”, spin off dello spettacolo “Io Sono il Bianco del Nero”, liberamente ispirato a “Waste Land" di T. S. Elliot. Chi è il terzo che sempre ti cammina accanto? Se conto, siamo soltanto tu ed io insieme Ma quando guardo innanzi a me lungo la strada bianca C’è sempre un altro che ti cammina accanto Che scivola ravvolto in un ammanto bruno, incappucciato Io non so se sia un uomo o una donna – Ma chi è che ti sta sull’altro fianco? CREAZIONI PER LUCIANA SAVIGNANO CREAZIONI PER LUCIANA SAVIGNANO PRODUZIONI NEGLI ANNI BALLADE | 2019 AWAKENING... | 2018 BLACK TRIAL | 2018 IO SONO IL BIANCO DEL NERO | 2017 CON TUS OJOS | 2016 ROLLING IDOLS | 2015 HOMESICK | 2014 DER GELBE GLANK | 2014 ESTRAD'EAU | 2012 LE VENT NOIR | 2011 DOM PERLIMPLIN | 2010 BIOMETRIE | 2009 KORE E PSICHE | 2008 UKIJO-E | 2009 TANGO DI LUNA | 2007 Compagnia Susanna Beltrami e Luciana Savignano Ukiyo-e -2008 Tango di luna (riallestimento 2015) Compagnia Susanna Beltrami Kore e Psiche -2008 Biometrie per un corpo a pezzi –2009 Don Perlimplin – 2010 Le Vent Noir – 2011 Estrad'eau - 2012 Der Gelbe Klang Kandinskij – 2012 Homesick - 2014 Rolling Idols - 2015 Io sono il bianco del nero - 2017 Awakening the sleeping beauty - 2017
- DE ANIMA | dhpiu
Fondata da Samuele Barbetta, De Anima nasce nel 2019, identificandosi come compagnia di danza urban sperimentale, che unisce la street dance a pratiche di teatro contemporaneo. Dal 2026, collettivo associato di DANCEHAUSpiù DE ANIMA SAMUELE BARBETTA Nell'ambito del progetto #YoungDreamers Fondata da Samuele Barbetta, De Anima nasce nel 2019, identificandosi come compagnia di danza urban sperimentale, che unisce la street dance a pratiche di teatro contemporaneo. Negli anni il gruppo si è aperto a numerose collaborazioni interdisciplinari operando nella danza e dialogando con le arti visive e audiovisive. Con questa consapevolezza dal 2024 si configura come collettivo che accoglie artisti di ambiti diversi la cui missione è l’indagine del linguaggio coreutico attraverso la sperimentazione che si compie nell’incontro tra discipline. Il collettivo si interroga costantemente su tematiche sociali, politiche, sentimentali a volte frivole e utilizza il linguaggio della danza, che considera per sua natura intraducibile, “capace di essere tutto”, “accadimento in scena” e “accadimento della realtà”. È per fronteggiare questa immaterialità della danza che il collettivo coltiva il desiderio di sperimentazione e nutre la sua ricerca attraverso l’ibridazione. A partire dalla stagione 24/25 De Anima, infatti, ha anche attivato spazi di condivisione ed esposizione come Il Terzo Posto ed eventi di formazione e workshop come De Quest.. MEME MEME REGIA | Samuele Barbetta COREOGRAFIA | De Anima INTERPRETI | Federico Prendin, Silvia Chieregato, Alice Pinato, Elia Fiore, Riccardo Massaro, Massimo Farina COSTUMI E SCENOGRAFIA | De Anima durata 50 ' Uno spettacolo fruibile anche nell'ambito del Teatro Ragazzi Inserito nel catalogo NEXT - Palchi di Classe Immagine6 Immagine2_edited Immagine3 Immagine1 Come si fa a narrare l’attualità? Come si fa a rimanere al passo con la sua evoluzione? Le informazioni corrono, la realtà e la sua narrazione continuano a muoversi e a creare una rete che invade e colpisce noi tutti. Meme parla del mondo, parla di noi esseri umani nel mondo, di ciò che accade e di come gli eventi impattano sui nostri corpi e sulle nostre menti. Meme porta in scena ciò che nella realtà genera frizione, interrogando il nostro modo di abitare il presente. È un gioco, una sfida, una guerra? Forse sì. O forse è qualcos’altro. Si indaga la contemporaneità, non facendoci missionari di una battaglia ideologica, ma in qualità di esseri umani che si pongono domande riguardo al futuro, non dimenticando il passato e cercando un modo per affrontare il presente. È un esercizio di umanità, un viaggio dialogico, temporale e spaziale che orbita attorno a temi sociali, paradossi morali; è un elogio del cammino e della rimanenza. In Meme destini lontani nel tempo e nello spazio si intrecciano attraverso il linguaggio della danza, traducendo in movimento il senso di smarrimento, l’autoprotezione, il cinismo e il desiderio di libertà di fronte a un destino incombente. COPPIA UMANA 174x155 CM COPPIA UMANA COREOGRAFIA | Samuele Barbetta DANZATORI | Barbara Allegrezza e Nicolò Castagni PRODUZIONE | DANCEHAUSpiù 2026 05_COPPIA UMANA 174X155 cm di S. Babetta foto di S.Lazzaro ®dancehauspiu2026 06_COPPIA UMANA 174X155 cm di S. Babetta foto di S.Lazzaro ®dancehauspiu2026 03_COPPIA UMANA 174X155 cm di S. Babetta foto di S.Lazzaro ®dancehauspiu2026 02_COPPIA UMANA 174X155 cm di S. Babetta foto di S_edited PH SALVATORE LAZZARO L’uomo e la donna attraversano la vita in scena come una calda febbre. Si parlano e si misurano facendo propri i gesti dell’artista Egon Schiele. Nel loro dialogo cercano ripetutamente una soluzione d’amore alla malattia dell’esistenza contemporanea. Che fine fanno i nostri gesti?
- STEFANO FARDELLI | dhpiu
Direttore artistico della rete internazionale EurAsia Dance Project International Network. Coreografo sostenuto da DANCEHAUSpiù, Milano. EURASIA DANCE PROJECT INTERNATIONAL NETWORK STEFANO FARDELLI EurAsia Dance Project – International Network , diretto da Stefano Fardelli, è uno dei più grandi network di danza al mondo, con oltre 25 istituzioni partner distribuite tra Europa, Asia, Medio Oriente, Africa, Nord e Sud America. Il network combina arte, diritti umani, educazione e tutela del patrimonio culturale in un unico grande progetto, e offre ai giovani danzatori e coreografi residenze artistiche, incontri, spettacoli e opportunità professionali nella danza ai massimi livelli della scena internazionale. Parte integrante del Network sono l’EurAsia Dance Company (E.D.C.) , compagnia di danza ufficiale composta dai danzatori EurAsia e dai danzatori selezionati nei cinque continenti attraverso le Audizioni EurAsia , e il Repertorio EurAsia , composto da 17 opere di Stefano Fardelli, ispirate alle culture incontrate durante le tournée internazionali. STEFANO FARDELLI DIRETTORE ARTISTICO Stefano Fardelli è danzatore e coreografo di Genova, direttore artistico della rete internazionale EurAsia Dance Project International Network con 15 EurAsia Partners tra Europa, Asia, Medio Oriente, Africa ed America. Tra le sue collaborazioni più importanti: Opera di Berlino, BBC di Londra, The Place di Londra, Opera Reale Finlandese, Les Gens D´Uterpan di Parigi, English National Opera di Londra, Cie Twain di Roma ed altri. In Europa i suoi progetti artistici sono prodotti da PinDoc e DANCEHAUSpiú. Nel resto del mondo è supportato dall'Istituto Italiano di Cultura e dall'Ambasciata Italiana. Insegna tecniche di danza contemporanea per accademie di danza, festival, teatri, centri professionali e compagnie internazionali. Dal 2015 è docente e coreografo ospite presso università d’arte, accademie professionali, compagnie, teatri, festival e programmi post-laurea nei cinque continenti, tra cui The Place di Londra nel Regno Unito, l’Università delle Arti ISI di Denpasar in Indonesia e molte altre. Nel 2010 è stato selezionato dal Ministero della Gioventù tra i talenti italiani destinati a rappresentare l’Italia nel mondo. MAYA COREOGRAFIA| Stefano Fardelli DANZATORI EurAsia | Marco Hernandez (Messico), Jesus Rea (Bolivia), Tejaswini Loundo (India) VERSIONI | assolo, duetto o trio ASSISTENTE ALLE PROVE | Tavishi Pownikar (India) MUSICA | Sync Inter di Alva Noto – Epilogue di Alva Noto – Flujo Cuenquito COSTUMI | Marco Hernandez | De La Croix (Messico) ARTISTA VISIVO | Matteo Bittante (Italia) INSTALLAZIONE | installazione in carta durata 30 ' MAYA maya MAYA MAYA MAYA MAYA non vuole essere collegata all’antica civiltà americana, ma MAYA è una parola sanscrita utilizzata nelle culture asiatiche per indicare il concetto religioso e filosofico indiano di “illusione cosmica”, che abbraccia l’intero mondo non esistente e illusorio, in contrapposizione all’unica realtà riconosciuta, chiamata Atman. Il lavoro è ispirato e dedicato a tutte quelle persone costrette a vivere una seconda vita, nascosta agli occhi della società e delle sue regole “ufficialmente riconosciute”, dietro il sipario delle loro vite private, in una condizione costante di paura, solitudine, incomprensione e frustrazione. Attraverso lo studio di alcune danze tradizionali specifiche, originarie di determinati Paesi, e di alcune danze che in passato venivano eseguite esclusivamente da donne in momenti di intrattenimento destinati agli uomini, i danzatori della Compagnia hanno acquisito gli elementi tecnici di queste pratiche, le loro qualità, i ritmi, i linguaggi corporei, i simbolismi e la ritualità dei movimenti, per poi rielaborare il tutto e creare nuove sequenze di movimento che danno vita a questa nuova creazione. Il lavoro rimane volutamente astratto, nel codice, nella forma e nella drammaturgia, lontano da qualsiasi forma di giudizio o commento sul tema vasto e delicato scelto. L’interessante processo di “traduzione” e “trasformazione” degli elementi di base delle tecniche tradizionali analizzate offre inoltre la possibilità di sperimentare e ipotizzare quale sarebbe potuta essere la loro evoluzione o quale potrebbe essere in futuro, dando così origine a una forma evoluta degli stessi movimenti, ma osservata e sviluppata da una prospettiva contemporanea. OMMANIPADMEHUM OMMANIPADMEHUM Ph Salvatore Lazzaro e Antonino Dimondo COREOGRAFIA | Stefano Fardelli DANZATORI | Umberto Gesi (Italia), Tejaswini Loundo (India), Marco Hernandez (Messico), Jesus Rea (Bolivia) MUSICA ORIGINALE | Francesco Ziello MUSICHE | 10 Preludi op. 23 di Sergej Rachmaninov; Concerto per violoncello e archi di Dobrinka Tabakova; Il clavicembalo ben temperato, Libro I di Johann Sebastian Bach; Such Different Paths di Dobrinka Tabakova ASSISENTE ALLE PROVE | Jesus Rea COSTUMISTA | Marco Hernandez | De La Croix VIDEO | Salvatore Lazzaro ARTISTA VISIVO | Matteo Bittante FOTOGRAFIA | Salvatore Lazzaro e Antonino Dimondo durata 35 ' OM-MANI-PADME-HUM, che in sanscrito significa letteralmente “onorare il gioiello del loto ”, si concentra sulla storia e sui rituali dei buddhisti tibetani dell’Ordine del Cappello Giallo, con particolare attenzione alla loro connessione con i monaci Shaolin e, di conseguenza, allo studio del loro addestramento. Gli incontri con i monaci buddhisti e con gli studenti di arti marziali, così come lo studio delle loro pratiche e delle loro cerimonie, costituiscono il fondamento della coreografia. Quando la campana inizia a suonare, il rito ha inizio: i danzatori entrano in quello che potrebbe essere un tempio e ci conducono in un’altra dimensione e in un altro luogo, accompagnati dalla musica originale di Francesco Ziello. Cappelli, mantelli, un simbolo solare del divino e l’oro dei templi vengono spesso resi astratti attraverso un uso architettonico e asettico dello spazio e grazie a musiche per archi o orchestrali che creano contrasti tra immagini orientali e sonorità occidentali. A conclusione, un cast multiculturale traduce i movimenti dei monaci Shaolin con sfumature differenti, che rivelano le origini dei vari danzatori e quindi una qualità del movimento legata alle danze tradizionali dei performer, le quali influenzano e danno carattere all’intera creazione.
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