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103 risultati trovati

  • CON LUCIANA SAVIGNANO | dhpiu

    Spettacoli realizzati da Susanna Beltrami per l'étoile Luciana Savignano MAGIA DI UNA STELLA UNO SPETTACOLO DI SUSANNA BELTRAMI con LUCIANA SAVIGNANO MATTEO BITTANTE, FABRIZIO CALANNA COSTUMI | DANIELA GERINI LUCI | MATTEO BITTANTE FOTO | S. Meliti e D. D'Attilio PRODUZIONE DANCEHAUSpiù Ph Sara Meliti Una serata / incontro con Luciana Savignano. Conoscere e continuare ad amare una grande artista attraverso parole, immagini e danza, un omaggio alla sua lunghissima carriera. Luciana Savignano si racconterà al suo pubblico, partendo da alcuni preziosi cimeli video, come quello emozionante de la "Luna", coreografata per lei da Maurice Béjart, con la quale Luciana Savignano ha girato il mondo, dall’Europa al Sud America, dall’estremo Oriente al Nord Africa. Ma i momenti clou della serata saranno ovviamente quelli danzati dalla grande étoile. Le coreografie sono estratti tratti da Le Sacre e Tango di Luna , creazioni di repertorio della Compagnia. TANGO DI LUNA UNO SPETTACOLO DI SUSANNA BELTRAMI con LUCIANA SAVIGNANO ALEJANDRO ANGELICA, MATTEO BITTANTE, FABRIZIO CALANNA, MATTEO ESPOSITO COSTUMI | DANIELA GERINI FOTO | SALVATORE LAZZARO RIALLESTIMENTO DANCEHAUSpiù Ph Salvatore Lazzaro "Scusi, è qui che s'impara il Tango?” ... Di notte, sotto la luna, in un posto qualsiasi di questo mondo, nasce il Tango di Luciana. Una grande artista incontra il tango, e il tango incontra la sua vita, i suoi pensieri ... Passato, presente e futuro scorrono su tre linee parallele: si rincorrono, si afferrano, si sovrappongono, si lasciano, si riprendono. Uno sguardo viene fuori dalla luna, dall’ombra e dal silenzio, dallo spazio, si abbandona nell’abbraccio. Arriva e il tempo si ferma e la luna fa nascere un inizio. Imparando a camminare si comincia a imparare il tango, e ogni passo di Luciana è ogni volta il primo. Sotto le poche luci di una milonga, vive un mondo a parte, fatto di ombre e di tracce, di scarpe consumate e di gesti meccanici, ripetitivi, di nostalgia e di regole rigide e acquisite. Un cameriere e un maestro sono un tutt’uno con questo luogo come se non esistesse vita fuori di li. L'arrivo di Luciana modifica l'equilibrio della milonga, fino a stravolgerlo. Il primo incontro è un abbraccio. L'abbraccio tra una donna che continuamente rinnova la sua sfida e un uomo che ha fissato in uno schema ben definito la sua vita. Sotto la luna i nostri personaggi si scoprono, si sfidano, si svelano, forse si amano. Sotto la luna anche il tango si trasforma e si popola di una gestualità inventata e personale fino ad assumere una forma nuova. Sotto questa luna il tempo è scandito da cinque momenti, cinque lezioni in cui “allieva” e “maestro” si scambiano continuamente i ruoli, finché i loro mondi arrivano a toccarsi davvero. Cinque momenti che sono lontani o vicini nel tempo, poco importa. Perché con un tango si può riassumere una vita intera. Tango di Luna dopo i grandi successi e una straordinaria tournée ritorna in una forma rinnovata con il coinvolgimento del pubblico che, dopo l’ultimo applauso, danzerà con i protagonisti una Milonga. LE SACRE UNO SPETTACOLO DI SUSANNA BELTRAMI con LUCIANA SAVIGNANO e con la partecipazione di MATTEO BITTANTE E 20 DANZATORI DELLA DANCEHAUS COMPANY Ph Prandoni Considerata come una delle opere più famose del XX secolo, Le Sacre du Primtemps su musica di Igor Stavinsky fu fonte d’ispirazione per numerosi coreografi e coreografe della storia universale della danza, da Maurice Bejart a Pina Bausch, da Martha Graham a Emanuel Gat, che ne hanno proposto la loro versione originale. Nel 2002, per le celebrazioni del solstizio di Primavera, nasce “Le Sacre” di Susanna Beltrami e nasce dal ripensare allo spazio affascinante della Piscina Caimi a Milano. Da quel debutto lo spettacolo ha visto numerosissime repliche sia in teatro che in site-specific, coinvolgendo intere generazioni di danzatori. In questa nuova veste impreziosita dalla straordinaria partecipazione dell’etoile scaligera, già musa di Bejart, Luciana Savignano, la coreografa Susanna Beltrami trasforma il suo Sacre nella cornice naturale di un rito collettivo per propiziare l’alba di un nuovo giorno e di una nuova stagione. Giungono da ogni angolo, a piedi nudi e scortati dalle luci rosse, viola e aranciate del tramonto, plotoni di giovani, vigorosi, che danzano una partitura gestuale e sonora (quella originale di Stravinsky) che in un moto circolare avvolge tutto e tutti come in un abbraccio ancestrale. Al centro di questo rito di giovinezza, la figura di una Madre, Madre Terra che nelle sembianze della grande etoile Luciana Savignano, orchestra l’incedere dei suoi figli, giunti per richiamare dall’ombra e dal gelo la rigogliosa primavera. Perché invocare il ritorno della primavera è simbolo di rinascita e guarigione, ma anche di sacrificio: “che cosa sei disposto a sacrificare per rinascere?”.

  • SARA ARIOTTI | dhpiu

    < Back SARA ARIOTTI Sara Ariotti è una danzatrice contemporanea freelance, che, dopo gli studi presso i programmi professionali Studio XL contemporary, a Reggio Emilia; NOHA - Nation of Human Art, di danze urbane e Nuova X presso n.o.d. a Torino, ha intrapreso la sua carriera professionale nel 2022 con la compagnia project based IVONA di Pablo Girolami, con cui continua attualmente a performare nelle produzioni "Migration", "RER", "Selective Breeding" e "Brucia Prigione Brucia". Dal 2023 entra anche a far parte della compagnia di urban fusion DACRU dance company, di Marisa Ragazzo ed Omid Ighani, in occasione del riadattamento della produzione "PEOPLE [the poetry of immaterial things]". Recentemente ha iniziato a lavorare su progetti personali e collettivi, sviluppando le sue capacità artistiche, esplorando il suo movimento in connessione con diverse discipline, con spazi site specific e con le arti visive. Sviluppa un breve videodanza “A SAMPLED DANCE”, in collaborazione con la video maker Floriana Corpina, e prendendo parte come interprete, co-autrice e membro del collettivo HUM, insieme a Beatrice Foglia, Aurora Sbailò, Anya Pozza e Kyda Pozza, nelle produzioni "Relazioni (In)stabili tra muri", "BACO" e "Materia Prima" (per Altromercato). MISSHAPEN Di e con Sara Ariotti Con il supporto di DANCEHAUSpiù / YoungDreamers 2025 Creazione prodotta all'interno del programma #YoungDreamers, il progetto dedicato alla scena creativa emergente under 30, ideato da DANCEHAUSpiù - Centro Nazionale di produzione della danza. ----- Il progetto nasce da un'esigenza intima e personale dell'autrice che si focalizza sulle mutazioni del corpo umano e su come esso venga costantemente modellato da stati fisici ed emotivi. L'idea centrale è rappresentare in scena un corpo che si trasforma e si deforma, esplorando le proprie sfaccettature attraverso emozioni e sensazioni che si alternano in momenti di silenzio e movimento in armonia con la musica. Il corpo è visto come in continua ricerca della propria identità, osservandosi e studiandosi, trovandosi solo, o non trovandosi più. Parallelamente, l'autrice sta sviluppando una ricerca artistica che si esprime attraverso disegni di corpi femminili, in posture asimmetriche e scomposte. Il progetto mira a dare vita a questi disegni, animando i corpi mutevoli tramite il movimento in un dialogo tra il corpo fisico e le sue rappresentazioni. Il titolo scelto per la performance, "Misshapen", richiama l'idea di deformità e il legame con la figura femminile, simbolizzata dall'appellativo "miss". L'intento è di esplorare, attraverso un movimento lento e consapevole, il passaggio tra diverse forme del corpo, interagendo con la propria ombra e il proprio riflesso. Il progetto si sviluppa come un viaggio intimo, un corpo in continua ricerca delle varie forme che può assumere, tra bellezza, bruttezza e grottesco, per giungere a una comprensione profonda di sé. Ph Pamela Rovaris Previous Next

  • ROSANNA SPOLSINO | dhpiu

    < Back ROSANNA SPOLSINO Rosanna Spolsino, classe 2003, è una danzatrice e aspirante coreografa. Ha iniziato a studiare danza da piccola, proseguendo con una formazione professionale presso l’Accademia ArteSpettacolo e diplomandosi come danzatrice professionista presso Dancehaus-Accademia Susanna Beltrami a Milano. La sua formazione è molto variegata, comprendendo danza classica, contemporanea, moderna, tecnica Cunningham, floorwork e teatro danza. Ha anche studiato recitazione, frequentando corsi di teatro e cinematografia. Ha partecipato a numerosi workshop, tra cui la Scapino Ballet Rotterdam summer creative e il NUNES/FLOCK creation program. Ha lavorato in diverse produzioni, come “Crash” con la compagnia greca Dagipoli e “Forest-the green code” con la direzione artistica di Susanna Beltrami. Nel 2024 ha coreografato “Sisifo,” presentato al FIND Festival. SAUDADE Di e con Rosanna Spolsino Con il supporto di DANCEHAUSpiù / YoungDreamers 2025 Creazione prodotta all'interno del programma #YoungDreamers, il progetto dedicato alla scena creativa emergente under 30, ideato da DANCEHAUSpiù - Centro Nazionale di produzione della danza. ----- La parola "saudade" deriva dal portoghese "soledade" e dal latino "solitas", ed è un concetto complesso che racchiude sensazioni di malinconia, rimpianto, e il desiderio di qualcosa di assente in quanto perduto o non ancora raggiunto. Si esprime come un ricordo nostalgico mescolato al desiderio di riviverlo, ed è un intreccio tra il passato e il futuro. La saudade, quindi, è una sintesi di desiderio e dolore, che ci invita a trasformare la sofferenza in ricordi amabili, mantenendo viva la speranza e il desiderio. Nel contesto di un assolo, l’autrice intende esprimere la propria saudade, ispirandosi a vecchie cassette video della sua famiglia, che rappresentano il legame emotivo con essa. La famiglia è un nucleo che, nella maggior parte dei casi, rappresenta la nostra prima casa emotiva. Seppur fonte di stabilità, può diventare anche motivo di dolore a causa di separazioni, perdite o cambiamenti nel dinamismo familiare. La saudade in questo caso non è solo nostalgia di momenti felici, ma anche espressione di ferite non guarite e desiderio di colmare vuoti irrecuperabili. La saudade familiare diventa, quindi, anche riconciliazione, cercando di riparare ciò che è stato frantumato e accettando che alcune cose non torneranno come prima. Infine, c'è un aspetto di crescita e di trasformazione che la saudade porta con sé. La separazione e la distanza emotiva, pur dolorose, sono opportunità di maturazione che spingono a rivalutare il proprio posto nel mondo e i legami con gli altri. La saudade familiare, quindi, non è solo rammarico per il passato, ma anche un'opportunità di rielaborazione che ci permette di imparare a vivere con l'assenza e di trovare nuovi modi per onorare legami che, seppur cambiati, restano parte di noi. Ph Maksym Petrashchuk Previous Next

  • FRANCESCO VALLI E LUIS MIGUEL | dhpiu

    < Back FRANCESCO VALLI E LUIS MIGUEL Francesco Valli, 23 anni, nato a Bergamo nel 2001. Prima frequenta ambienti di terzo teatro e teatro sociale a Bergamo, dove scopre l’arte dei trampoli e poi approfondisce la tecnica della danza e della coreografia iniziando il percorso accademico in Paolo Grassi a Milano. Durante il percorso accademico e lavorativo ha incontrato diversi artisti nella Danza (Camilla Monga, Paola Lattanzi, Compagnia MK) e nel Teatro (Teatro dei Venti e Teatro Chapati) che stimolano in lui il tentativo di trovare dei punti di contatto tra la forza emotiva della disciplina teatrale e l’espressione corporea tipica della danza. Affascinato dall’interesse condiviso con Marco Nespoli verso le tradizioni della loro terra e da una intesa lavorativa con Luís Nuñez, ha deciso di intraprendere questo percorso cimentandosi in un progetto personale, allo scopo di sviluppare un nuovo linguaggio e trattare il tema, a lui caro, delle tradizioni rurali della terra bergamasca, a cui sente di appartenere. Zima Luís Núñez, 23 anni e viene da Trento. La sua avventura nel mondo della danza è iniziata molto presto, esplorando vari stili come la danza contemporanea, l’hip hop, l’acrobatica e le discipline aeree. Questa passione lo ha portato a scoprire un interesse ancora più profondo nel creare coreografie. Negli ultimi anni, ha avuto l’opportunità di collaborare come assistente in produzioni di rilievo, come In Flash and Blood, un progetto finlandese andato in scena lo scorso febbraio, e Riflessi di Laura Ziccardi, un progetto italiano che calca il palcoscenico da due anni. Queste esperienze lo hanno ispirato a intraprendere un percorso più personale: insieme a Francesco Valli ha deciso di dare vita a un progetto nato dal desiderio condiviso di esplorare nuove possibilità creative. SELVADECH Di e con Francesco Valli e Luis Miguel Drammaturg e testi Marco Nespoli Musiche Raffaello Basiglio Testi Marco Nespoli Voce di Giorgio della Vite Scenografie di Enzo Mologni Con il supporto di DANCEHAUSpiù / YoungDreamers 2025 Creazione prodotta all'interno del programma #YoungDreamers, il progetto dedicato alla scena creativa emergente under 30, ideato da DANCEHAUSpiù - Centro Nazionale di produzione della danza. ----- Il progetto nasce dal tentativo di riportare in un contesto più contemporaneo una narrazione e un modo di fare spettacolo tipico dell’arte popolare e di strada, usando come linguaggi il partnering, l’acrobatica e i trampoli. Il pezzo si pone non solo l’obiettivo linguistico di trovare un dialogo tra i trampoli e l’acrobatica, ma anche di ricercare un punto di incontro tra la cultura popolare, con i suoi spettacoli e le sue rappresentazioni e un impianto teatrale, mettendo in comunicazione due modi dell’andare in scena spesso distanti tra loro. "La ricerca ci ha portato ad entrare in contatto con varie realtà della tradizione bergamasca recuperando modi e costumi, e lavorando sulla creazione di uno spettacolo in grado di evocare quel tipo di immaginario, per poi riportarlo attraverso la danza contemporanea." È stato avviato un lavoro di ricerca su un materiale folklorico per sviluppare il racconto, con il supporto di un giovane storico bergamasco, Marco Nespoli, dramaturg del progetto. Grazie al suo coinvolgimento, sono stati stabiliti contatti con esperti, tra cui Giorgio della Vite, fotografo con oltre 50 anni di esperienza nella documentazione dei carnevali arcaici delle Alpi. Inoltre, sono stati coinvolti membri delle comunità di Val Torta e Ardesio per un confronto diretto con coloro che ancora oggi interpretano questi carnevali. Ph Matteo Bittante Previous Next

  • OVER UNDER | dhpiu

    Uno spettacolo di Matteo Bittante. Con DanceHaus Company. Produzione DanceHauspiù. OVER UNDER 1/1 DI MATTEO BITTANTE con DANCEHAUSpiu CNPD COSTUMI | TOM REBL PRODUZIONE DANCEHAUSpiù Non soltanto una danza, un inno all’umanità, tra cielo e terra. Over Under è stato concepito durante la pandemia “gli artisti non potevano entrare in contatto fisico”. Tali restrizioni hanno limitato fortemente il lavoro creativo. Oggi, il coreografo residente del Centro Nazionale di Produzione della Danza DANCEHAUSpiù Matteo Bittante, rielabora la creazione con maggiore libertà compositiva, tornando su quei temi: la nascita, la trasformazione, il sogno. Ripartendo dal tema della Foglia, ha scelto di far giocare i suoi interpreti con gli oggetti in scena, mescolando significati e significanti. La foglia, infatti, è un perfetto simbolo di trasformazione, la sua forma si evolve, raccontando storie che si intrecciano nei segni lasciati dal tempo e dalle circostanze. Nel suo primo stadio è un piccolo germoglio, fragile e suscettibile, proprio come un corpo che porta in sé il potenziale di divenire, e la crescita è un tempo tutto da scoprire. La foglia si espande, raggiunge la sua pienezza e il corpo racconta un viaggio che si snoda tra sogni e incubi, tra momenti di gioia e altri di sofferenze, andando verso il proprio destino con lo sguardo aperto di chi ha vissuto pienamente. MATTEO BITTANTE

  • PAOLA LATTANZI | dhpiu

    Laureata alla 𝗔𝗺𝘀𝘁𝗲𝗿𝗱𝗮𝗺 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆 𝗼𝗳 𝘁𝗵𝗲 𝗔𝗿𝘁𝘀 in coreografia, è vincitrice nel 2014 del Premio 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 & 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 con l’assolo “Sopra di me il diluvio” di Enzo Cosimi e nel 2015 del premio 𝗧𝗲𝗿𝘀𝗶𝗰𝗼𝗿𝗲 come migliore interprete contemporanea. PAOLA LATTANZI ARTISTA ASSOCIATA Laureata alla 𝗔𝗺𝘀𝘁𝗲𝗿𝗱𝗮𝗺 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆 𝗼𝗳 𝘁𝗵𝗲 𝗔𝗿𝘁𝘀 in coreografia (SNDO-School for new dance development), Paola è vincitrice nel 2014 del Premio 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 & 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 con l’assolo “Sopra di me il diluvio” di Enzo Cosimi come miglior spettacolo italiano e nel 2015 del premio 𝗧𝗲𝗿𝘀𝗶𝗰𝗼𝗿𝗲 come migliore interprete contemporanea. Docente di tecnica e composizione presso la 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗮 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗚𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶 e dal 2021 di Teatro Fisico presso l’Accademia Susanna Beltrami. PINK MOTEL PINK MOTEL PINK MOTEL di P. Lattanzi foto di S_edited PINK MOTEL di P. Lattanzi foto di S. Lazzaro - DANCEHAUSpiù DSC_8169 PINK MOTEL di P. Lattanzi foto di S. Lazzaro - DANCEHAUSpiù DSC_8406 PINK MOTEL di P. Lattanzi foto di S. Lazzaro - DANCEHAUSpiù DSC_ 68450 PH SALVATORE LAZZARO Di PAOLA LATTANZI Con BARBARA ALLEGREZZA E PAOLA LATTANZI collaborazione artistica MATTEO BITTANTE Produzione DANCEHAUSpiù 2025 Durata 30' circa La danza abita un confine instabile tra costruzione sociale e decostruzione interiore: la prima fatta di aspettative, ruoli, simboli codificati, l’altra intima e spesso silenziosa, che smonta pezzo per pezzo ciò che è stato appreso, imposto, assorbito. La ricerca nasce da quella tensione interna che spinge a chiedersi cosa sarebbe potuto essere. “Se invece” Non come rimpianto, ma come fenditura nel tempo, possibilità non accaduta, ancora viva in un altrove. Una frattura nella logica binaria del sì o del no, del giusto o dello sbagliato. È l’eco delle scelte invisibili, quelle mai compiute, ma sempre presenti. L’identità non è una costruzione stabile, ma una serie di revisioni, di montaggi e smontaggi, sempre in tensione tra ciò che è stato e ciò che poteva essere. In un mondo che esige produttività, coerenza e slancio verso il futuro chiedersi “e se invece?” è un atto di rottura. Non per fuggire dalla realtà, ma per disarticolarla, decostruirla, renderla di nuovo porosa. È nella fessura aperta da questa domanda che nasce un altro tempo: un tempo non lineare, che accoglie scarti, deviazioni, tentativi, riscritture. MY-DUTY-MY-BROTHER MY DUTY, MY BROTHER Di PAOLA LATTANZI Con BARBARA ALLEGREZZA E NICOLÓ CASTAGNI / CARMINE DIPACE Produzione DANCEHAUSpiù Debutto 13 maggio 2023 Durata 30' Ispirato a “Il grande quaderno” di Ágota Kristóf. Sullo sfondo orrorifico della Seconda guerra mondiale, due fratelli, abbandonati dalla madre, temprano il loro corpo e la loro psiche a resistere alle prove più dure. Nel quaderno si allenano a scrivere ciò che vedono nel mondo, nella disperata ricerca dei protagonisti di una mitologica “verità dei fatti” che si mostri narrabile, di un ordine logico delle cose che aiuti a giustificare gli eventi e di un apparente equilibrio del mondo. Il tempo della narrazione è confuso. le bugie della memoria sono spesso sopravvivenza: il loro è un ricreare una propria biografia per non sgretolarsi, per allontanare il dolore, per costruirsi una identità. My duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti My Duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti My duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti My duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti My duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti My duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti My duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti My duty, my brother di Paola Lattanzi ph Sara Meliti FOTO SARA MELITI IO-NON-SONO-DI-QUESTO-MONDO IO NON SONO DI QUESTO MONDO Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti Io non sono di questo mondo di Paola Lattanzi ph Sara Meliti FOTO SARA MELITI DI E CON PAOLA LATTANZI e i danzatori di DANCEHAUSpiù | Nicolò Castagni, Edoardo Brovardi e Pietro Ongaro assistente alla coreografia Barbara Allegrezza a cura di MATTEO BITTANTE PRODUZIONE DANCEHAUSpiù | 2022 con il sostegno di “Vivere, non riesco a vivere ma la mente mi autorizza a credere che una storia mia, positiva o no è qualcosa che sta dentro la realtà. Liberi, sentirsi liberi forse per un attimo è possibile, ma che senso ha se è cosciente in me la misura della mia inutilità. -Giorgio Gaber- IO NON SONO DI QUESTO MONDO Ma sono in questo mondo e ne abito il confine. Cosa è vero e cosa è falso? La mente è un’invenzione di Platone e non c’è altra evidenza che quella del corpo. Io non sono di questo mondo è un’indagine su una presenza aliena, nasce da un senso di sconnessione e una volontà di dis-identificazione. La resistenza e la precarietà umane, fulcri della mia ricerca sul corpo, sono agite secondo altre leggi, i corpi sfidano un nuovo ambiente dove l’armonia è sempre minacciata. Paola Lattanzi MY-DUTY MY DUTY My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti My Duty di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti FOTO SARA MELITI DEBUTTO 11 E 12 DICEMBRE 2021 | FESTIVAL EXISTER UNO SPETTACOLO DI | PAOLA LATTANZI con DANCEHAUS COMPANY JUNIOR | BARBARA ALLEGREZZA, NICOLO' CASTAGNI, ANDREA PIRAS, FRANCESCA ROMBOLA' PRODUZIONE DANCEHAUSpiù | 2021 con il sostegno di Nato da una riflessione sul senso del dovere è un’indagine che parte dalla ricerca della relazione tra le parti istintive e razionali dell’animo e del corpo umano, gli stati di coscienza attraverso i quali l’essere umano compie delle scelte che lo mettono in relazione al l’altro. Siamo partiti dalla domanda: “quale è il mio dovere?” E abbiamo cercato di definire i confini del dovere e del desiderio. Fare, osservare, compiere il proprio dovere, trascurare mancare ai propri doveri, doveri morali, doveri civili, sociali, religiosi, coniugali, scolastici; doveri verso Dio, verso la patria, verso la società, verso il prossimo, verso la famiglia, verso sé stesso; doveri di padre, di madre, di marito, di figlia, di studente; conosco il mio dovere, mi sento in dovere, la via del dovere, la voce del dovere; rimanere vittima del proprio dovere. Il rapporto intimo con il dovere definisce le scelte e l’identità. Non solo per noi stessi siamo nati “Non nobis solum nati sumus.” (Marco Tullio Cicerone “De Officiis”) CRYING OUT LOUD a doll’s house Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti Crying out Loud di Paola Lattanzi Ph Sara Meliti COREOGRAFIA E INTERPRETAZONE | PAOLA LATTANZI ASSISTENTE AL PROGETTO | ANDREA DORE DISEGNO LUCI | DANIELA BESTETTI MATERIALI DI SCENA | CRISTINA NERI, ROBERTO MANZOTTI SOUND EDITING | ANDREA LINKE PRODUZIONE DANCEHAUSpiù “Queste cose non avvennero mai ma sono sempre” Sallustio Non c’è la pretesa di rielaborare il dramma Borghese di Ibsen. Ho solo rubato Nora. Avevo voglia di giocare con quel personaggio ribelle, moderna Antigone, che sceglie di escludersi, sottrarsi. La casa, simbolo di un dentro dal quale scappare e dove rifugiarsi è metafora del corpo. Un corpo che nasconde e si nasconde, che straborda di memorie e brama di rinnovamento. Luogo di trasformazioni e di processi da tenere in equilibrio, la casa è lo spazio di energie da bilanciare. “Tutto mi ricorda tutto. Solo quando vado tanto indietro e tanto dentro riesco a fare un passo avanti e uscire” FOTO SARA MELITI

  • STEFANO FARDELLI | dhpiu

    Direttore artistico della rete internazionale EurAsia Dance Project International Network. Coreografo sostenuto da DANCEHAUSpiù, Milano. EURASIA DANCE PROJECT INTERNATIONAL NETWORK STEFANO FARDELLI EurAsia Dance Project – International Network , diretto da Stefano Fardelli, è uno dei più grandi network di danza al mondo, con oltre 25 istituzioni partner distribuite tra Europa, Asia, Medio Oriente, Africa, Nord e Sud America. Il network combina arte, diritti umani, educazione e tutela del patrimonio culturale in un unico grande progetto, e offre ai giovani danzatori e coreografi residenze artistiche, incontri, spettacoli e opportunità professionali nella danza ai massimi livelli della scena internazionale. Parte integrante del Network sono l’EurAsia Dance Company (E.D.C.) , compagnia di danza ufficiale composta dai danzatori EurAsia e dai danzatori selezionati nei cinque continenti attraverso le Audizioni EurAsia , e il Repertorio EurAsia , composto da 17 opere di Stefano Fardelli, ispirate alle culture incontrate durante le tournée internazionali. STEFANO FARDELLI DIRETTORE ARTISTICO Stefano Fardelli è danzatore e coreografo di Genova, direttore artistico della rete internazionale EurAsia Dance Project International Network con 15 EurAsia Partners tra Europa, Asia, Medio Oriente, Africa ed America. Tra le sue collaborazioni più importanti: Opera di Berlino, BBC di Londra, The Place di Londra, Opera Reale Finlandese, Les Gens D´Uterpan di Parigi, English National Opera di Londra, Cie Twain di Roma ed altri. In Europa i suoi progetti artistici sono prodotti da PinDoc e DANCEHAUSpiú. Nel resto del mondo è supportato dall'Istituto Italiano di Cultura e dall'Ambasciata Italiana. Insegna tecniche di danza contemporanea per accademie di danza, festival, teatri, centri professionali e compagnie internazionali. Dal 2015 è docente e coreografo ospite presso università d’arte, accademie professionali, compagnie, teatri, festival e programmi post-laurea nei cinque continenti, tra cui The Place di Londra nel Regno Unito, l’Università delle Arti ISI di Denpasar in Indonesia e molte altre. Nel 2010 è stato selezionato dal Ministero della Gioventù tra i talenti italiani destinati a rappresentare l’Italia nel mondo. MAYA COREOGRAFIA| Stefano Fardelli DANZATORI EurAsia | Marco Hernandez (Messico), Jesus Rea (Bolivia), Tejaswini Loundo (India) VERSIONI | assolo, duetto o trio ASSISTENTE ALLE PROVE | Tavishi Pownikar (India) MUSICA | Sync Inter di Alva Noto – Epilogue di Alva Noto – Flujo Cuenquito COSTUMI | Marco Hernandez | De La Croix (Messico) ARTISTA VISIVO | Matteo Bittante (Italia) INSTALLAZIONE | installazione in carta durata 30 ' MAYA maya MAYA MAYA MAYA MAYA non vuole essere collegata all’antica civiltà americana, ma MAYA è una parola sanscrita utilizzata nelle culture asiatiche per indicare il concetto religioso e filosofico indiano di “illusione cosmica”, che abbraccia l’intero mondo non esistente e illusorio, in contrapposizione all’unica realtà riconosciuta, chiamata Atman. Il lavoro è ispirato e dedicato a tutte quelle persone costrette a vivere una seconda vita, nascosta agli occhi della società e delle sue regole “ufficialmente riconosciute”, dietro il sipario delle loro vite private, in una condizione costante di paura, solitudine, incomprensione e frustrazione. Attraverso lo studio di alcune danze tradizionali specifiche, originarie di determinati Paesi, e di alcune danze che in passato venivano eseguite esclusivamente da donne in momenti di intrattenimento destinati agli uomini, i danzatori della Compagnia hanno acquisito gli elementi tecnici di queste pratiche, le loro qualità, i ritmi, i linguaggi corporei, i simbolismi e la ritualità dei movimenti, per poi rielaborare il tutto e creare nuove sequenze di movimento che danno vita a questa nuova creazione. Il lavoro rimane volutamente astratto, nel codice, nella forma e nella drammaturgia, lontano da qualsiasi forma di giudizio o commento sul tema vasto e delicato scelto. L’interessante processo di “traduzione” e “trasformazione” degli elementi di base delle tecniche tradizionali analizzate offre inoltre la possibilità di sperimentare e ipotizzare quale sarebbe potuta essere la loro evoluzione o quale potrebbe essere in futuro, dando così origine a una forma evoluta degli stessi movimenti, ma osservata e sviluppata da una prospettiva contemporanea. OMMANIPADMEHUM OMMANIPADMEHUM Ph Salvatore Lazzaro e Antonino Dimondo COREOGRAFIA | Stefano Fardelli DANZATORI | Umberto Gesi (Italia), Tejaswini Loundo (India), Marco Hernandez (Messico), Jesus Rea (Bolivia) MUSICA ORIGINALE | Francesco Ziello MUSICHE | 10 Preludi op. 23 di Sergej Rachmaninov; Concerto per violoncello e archi di Dobrinka Tabakova; Il clavicembalo ben temperato, Libro I di Johann Sebastian Bach; Such Different Paths di Dobrinka Tabakova ASSISENTE ALLE PROVE | Jesus Rea COSTUMISTA | Marco Hernandez | De La Croix VIDEO | Salvatore Lazzaro ARTISTA VISIVO | Matteo Bittante FOTOGRAFIA | Salvatore Lazzaro e Antonino Dimondo durata 35 ' OM-MANI-PADME-HUM, che in sanscrito significa letteralmente “onorare il gioiello del loto ”, si concentra sulla storia e sui rituali dei buddhisti tibetani dell’Ordine del Cappello Giallo, con particolare attenzione alla loro connessione con i monaci Shaolin e, di conseguenza, allo studio del loro addestramento. Gli incontri con i monaci buddhisti e con gli studenti di arti marziali, così come lo studio delle loro pratiche e delle loro cerimonie, costituiscono il fondamento della coreografia. Quando la campana inizia a suonare, il rito ha inizio: i danzatori entrano in quello che potrebbe essere un tempio e ci conducono in un’altra dimensione e in un altro luogo, accompagnati dalla musica originale di Francesco Ziello. Cappelli, mantelli, un simbolo solare del divino e l’oro dei templi vengono spesso resi astratti attraverso un uso architettonico e asettico dello spazio e grazie a musiche per archi o orchestrali che creano contrasti tra immagini orientali e sonorità occidentali. A conclusione, un cast multiculturale traduce i movimenti dei monaci Shaolin con sfumature differenti, che rivelano le origini dei vari danzatori e quindi una qualità del movimento legata alle danze tradizionali dei performer, le quali influenzano e danno carattere all’intera creazione.

  • Artisti Associati | Dancehaus Più | Milano

    Artisti associati del Centro Nazionale di Produzione della Danza - DANCEHAUSpiù ARTISTI DANCEHAUSpiù SUSANNA BELTRAMI COREOGRAFA RESIDENTE MATTEO BITTANTE COREOGRAFO RESIDENTE I VESPRI GIOVANNI INSAUDO COREOGRAFO ASSOCIATO DE ANIMA / SAMUELE BARBETTA COLLETTIVO ASSOCIATO | Young Dreamers | Under 35 DUO NUX ALICE BEATRICE CARRINO COREOGRAFI ASSOCIATI PAOLA LATTANZI COREOGRAFA ASSOCIATA SARA PEZZOLO COREOGRAFA ASSOCIATA Young Dreamer | Under 35 ALESSANDRO FLORIO E MAKSYM PETRASHUCHUK COREOGRAFI ASSOCIATI Young Dreamers | Under 35 EURASIA DANCE COMPANY STEFANO FARDELLI COREOGRAFO ASSOCIATO MICHELA PRIULI COREOGRAFA ASSOCIATA PETT | CLAUSEN-KNIGHT COREOGRAFI ASSOCIATI ROSANNA SPOLSINO Young Dreamer | Under 35 SARA ARIOTTI Young Dreamer | Under 35 FRANCESCO VALLI E LUIS MIGUEL Young Dreamers | Under 35 ERIKA SILGONER COREOGRAFA ASSOCIATA ANNALI RAINOLDI COREOGRAFA ASSOCIATA COLLABORAZIONI PASSATE PIETRO MARULLO COREOGRAFO ASSOCIATO 2023 GIULIA MENTI COREOGRAFA ASSOCIATA 2022 FRANCHINA | LEONE COREGRAFI ASSOCIATI 2022 PABLO GIROLAMI COREOGRAFO ASSOCIATO 2021

  • ERIKA SILGONER | dhpiu

    Nel 2015 fonda Esklan Art’s Factory. Nata a Catania, dove inizia gli studi di balletto classico, all’età di 14 anni si trasferisce a Parigi. Negli anni, parallelamente all’esperienza come danzatrice classica e contemporanea, unisce una personale ricerca nella cultura Hip Hop ERIKA SILGONER ARTISTA ASSOCIATA Nel 2015 Erika Silgoner fonda Esklan Art’s Factory. Nata a Catania, dove inizia gli studi di balletto classico, all’età di 14 anni si trasferisce a Parigi grazie ad una borsa di studio. Negli anni, parallelamente all’esperienza come danzatrice classica e contemporanea, unisce una personale ricerca nella cultura Hip Hop. Erika è docente e coreografa in workshop per differenti festival ed accademie internazionali. Nel 2017 vince l’“Internationales Solo Tanz Theater Festival” di Stoccarda come miglior coreografa. Erika collabora nella prosa con Fortebraccio Teatro, curando le coreografie per “Metamorfosi”. Esklan è attualmente presente in numerosi teatri italiani ed europei, ad ottobre 2019 al Prisma Festival Città di Panama, in residenza artistica SIT-MASDANZA. Coreografa della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi 2022. "Non sono sicura di riuscire a definire cosa l’arte sia per me, l’arte è come l’amore, è qualcosa di essenziale per poter vivere appieno, ma di cui non appena cerchi di parlare ne sminuisci il senso, ne svilisci la magia. L’arte è l’unico mezzo che riesca a portare l’uomo ad un livello più alto. L’arte è quanto di più sublime esista.” CINDERELLA RELOADED COREOGRAFIA E REGIA | ERIKA SILGONER PRODUZIONE DANCEHAUSpiù / giugno 2022 Immaginiamo una bellissima adolescente orfana piena di grazia e purezza, immaginiamo due sorellastre malefiche ed una matrigna severa ed ingiusta, un castello dorato ed un principe che la salva e le regala un romantico lieto fine... ecco, nulla di tutto ciò. Il nostro protagonista è Cinderella per tanti motivi, nonostante la favola sia ben lontana da quest’uomo, egli ambisce disperatamente e goffamente comunque al “vissero felici e contenti”. “Cinderella” è un dipinto amaro ed ironico, crudo e struggente che porta lo spettatore dentro una riflessione profonda. GOLEM-AMORE-SINTETICO 1/1 GOLEM AMORE SINTETICO DI ERIKA SILGONER con GLORIA FERRARI e GIOVANNI LEONE UNA PRODUZIONE DANCEHAUSpiù durata 24' Un essere sintetico, un feticcio, creato dall’ uomo per sfamare quei bisogni alti e bassi che lo divorano. Un amore grottesco, che è lontano dall’amore stesso a cui anela. L’innocenza di una neonata creatura che di lui ha bisogno, che cerca di soddisfare oltre i propri limiti… perché cosi deve. 1/1 GOLEM MASSA GREZZ A COREOGRAFIA E REGIA | ERIKA SILGONER UNA PRODUZIONE | ESKLAN ART’S FACTORY con il sostegno di DANCEHAUSpiù durata 60' 1/1 “Gōlem, dall’ebraico embrione, massa grezza. Materia a cui ancora non è stata infusa un’anima.” La parola “Gōlem” appare all’interno delle Sacre Scritture e significa “forma leggera”, materiale “crudo”. È l’essere umano non finito di fronte agli occhi di Dio, è Adamo. Nell’ebraico moderno prende invece il significato di “muto” o “indifeso”. Esiste una leggenda ebraica che narra di un gigante plasmato in creta, privo di verbo ed anima, ma incredibilmente forte e resistente, creato al fine di servire e proteggere il suo creatore ed il popolo di Israele. La coreografa Erika Silgoner affascinata da questa figura antropomorfa, rivisita il mito del “Gōlem” per indagare i limiti esistenziali dell’uomo contemporaneo e le complesse leggi che regolano la vita. 1/1 D'ISTANTI COREOGRAFIA E REGIA | ERIKA SILGONER PRODUZIONE ESKLAN ART’S FACTORY con il sostegno di DANCEHAUSpiù durata 20' Incontri rubati di un’appartenenza non codificata. Affinità elettive che vivono di incastri perfetti così come di frizioni inconciliabili. D’istanti è un dialogo a due fatto di corpo e silenzio, di attimi rubati da custodire in eterno. È la consapevolezza nel concedersi, la solidità nell’accogliere. Una donna annega nella sua emotività… un uomo tenta di salvarla per poi esserne totalmente invaso Seppur in pochi dolorosi e sconcertanti momenti di contatto, passano istanti toccandosi immersi nell’ unico suono di una pioggia incessante L’acqua come emblema naturale della conduttività dell’energia Si passano la scossa infinite volte per ritrovarsi nuovamente d'istanti 4 JOHN 1/1 COREOGRAFIA E REGIA | ERIKA SILGONER MUSICA | JOHN CAGE PRODUZIONE ESKLAN ART’S FACTORY con il sostegno di DANCEHAUSpiù durata 60'/70' “4 JOHN” nasce come studio sul suono e sulle reazioni che da esso derivano. L’uso dell’istintività legata al movimento è di basilare importanza nella costruzione di questa piece. Il danzatore percorre dei binari già tracciati, ma le varianti, in mano al pubblico alle sue reazioni volontarie ed involontarie, rendono lo spettacolo sempre onesto e mai realmente replicabile. Partendo dal “rumore”, dalle influenze e dal disturbo che da esso derivano, gli artisti in scena si trovano a “discutere” col pubblico iniziando a spaziare attraverso varie tematiche, che vengono accarezzate con ironia e leggerezza, finendo con un’amara riflessione circa la cultura e quanto essa possa essere influenzata dal “rumore” dei tempi. “4 JOHN” è uno spettacolo divertito ed ironico, è una provocazione leggera inserita in una riflessione profonda. 1/1 ? I MA (SOLO) COREOGRAFIA E REGIA | ERIKA SILGONER con GLORIA FERRARI PRODUZIONE ESKLAN ART’S FACTORY con il sostegno di DANCEHAUSpiù durata 15' Ima è un'affermazione che diventa domanda, una convinzione insinuata da dubbi. La piecé ha inizio con una solida e radicale affermazione di se stessi... l'artista in scena sfida il pubblico, lo provoca, ne cerca le reazioni e ne indaga le fragilità, ma nella provocazione la protagonista trova le proprie incertezze, e la sostanzialità palesata inizialmente diventa dubbio. Il dubbio porta con se una dimensione emotiva di fragilità insospettata ed insospettabile, ed in questa nuova condizione la protagonista si perde... perde la sua forma iniziale per lentamente ritrovarsi in una più umana mobilità, che ne rinvigorisce i sensi, donandole un nuovo compassionevole legame con lo spettato- re. Ima è un'indagine che appartiene a tutti, è la distruzione della formale sicurezza e l'accettazione di una mobilità che rende incerti, mutanti, ma abili alla metamorfosi, alla elevazione di se stessi. Ima è riconoscersi, nudi, impreparati, vivi. ODE ALL'UOMO FRAGILE 1/1 COREOGRAFIA E REGIA | ERIKA SILGONER MUSICA | AUTORI VARI PRODUZIONE ESKLAN ART’S FACTORY con il sostegno di DANCEHAUSpiù durata 65' Lo spettacolo è un'indagine sull'incapacità ormai dilagante di ascoltare l’altrui pensiero, sull'inabilità di gioire di successi che non siano i propri o di ammettere l'altrui valore per la paura di uscirne con il proprio ego in frantumi. Conduttore delle dinamiche è il mediocre per eccellenza, colui che si cela dietro un'apparente sicurezza. In scena provoca, giudica, mortifica e, senza scrupolo, ferisce gli altri protagonisti da lui etichettati come inutili e mediocri, diventando così portavoce di un'attitudine disarmante e distruttiva. Egli rappresenta quella tipologia d'uomo in continua ricerca di conferme, avido di lusinghe e mai disposto ad elargirne. Questo non volersi mettere in discussione, questa ingenerosità di fondo, mette in luce una società ormai spaventata dal confronto, insicura rispetto al proprio valore, abituata ad aver paura. Mollemente adagiati su una vita che critichiamo e che vorremmo cambiare, ci accontentiamo, perché una rivoluzione ci metterebbe davanti al vero essere insignificante, l’unica persona della quale abbiamo realmente paura: NOI STESSI.

  • BROMANTICA | dhpiu

    Uno spettacolo di Matteo Bittante con la DanceHaus Company. Una produzione di DanceHauspiù 2024. BROMANTICA Ph Sara Meliti DI MATTEO BITTANTE con Barbara Allegrezza, Nicolò Castagni, Maksym Petrashchuk, Giovanni Fasser PRODUZIONE DANCEHAUSpiù 2024 con il Sostegno di Next REGIONE LOMBARDIA/FONDAZIONE CARIPLO durata 35' BROMANTICA di M. Bittante foto Grimaldi BROMANTICA di M. Bittante foto Grimaldi 3 BROMANTICA di M. Bittante foto Grimaldi 2 Oggi che l'ombra della guerra si avverte come un’eco, manifestandosi nell'egemonia del caos e della discordia, il coreografo indaga la bellezza, la pace e l’armonia. Esplora quelle relazioni umane che vanno oltre le barriere di confini, etnie e genere. Una danza, come potente espressione di resistenza, speranza e legame umano che diventa il rifugio di quattro giovani anime in cui l'amore e la solidarietà si dipanano in una narrazione potente e commovente. La "bromance", un termine che trascende la semplice amicizia, assume una forma unica tra i quattro artisti. Una tessitura coreografica che alterna movimenti sincronizzati alla fluidità corporea individuale, esplorando così il potere dell'unione più intima che sorge dalla condivisione di passioni, sogni e sfide comuni. MATTEO BITTANTE

  • Showcase I edizione | dhpiu

    DANCEHAUSpiù – Centro di produzione nazionale della danza in collaborazione con Compagnia Naturalis Labor e Déjà Donné organizza la prima edizione di SHOWCASE il 26-27-28 ottobre 2018 a Milano. SHOWCASE per operatori italiani e stranieri 26 – 27 - 28 ottobre 2018 DanceHaus – Via Tertulliano 70, Milano DANCEHAUSpiù – Centro di produzione nazionale della danza in collaborazione con Compagnia Naturalis Labor e Déjà Donné è lieto di invitarti alla prima edizione di SHOWCASE il 26-27-28 ottobre 2018 a Milano . Questa prima Showcase nasce dal desiderio congiunto delle tre realtà della danza di promuovere il proprio lavoro e i propri artisti ad operatori italiani e stranieri ai fini di creare ed intercettare nuove possibilità di scambio, incontro e mobilità sul territorio nazionale e all’estero. Per questa ragione accanto alla programmazione degli spettacoli prevista in orario serale (ore 18.45 – ore 21.30) saranno attivati durante la giornata corner dedicati in cui ciascuna compagnia potrà incontrare e presentare le proprie attività produttive agli operatori interessati. Vi preghiamo di confermare la vostra presenza per permetterci di organizzare al meglio questo evento scrivendo a: promozione@dhpiu.com entro il 14 ottobre . Programma

  • LITANIA | dhpiu

    Uno spettacolo di Matteo Bittante con i danzatori della DanceHaus Company. Una produzione DanceHauspiù 2023. LITANIA 1/1 DI MATTEO BITTANTE con Davide Salvadori, Nicolò Castagni, Andrea Piras, Ilaria Malin PRODUZIONE DANCEHAUSpiù - produzione 2022 Progetto inserito all'interno della piattaforma nextlaboratoriodelleidee.it , promosso da Un grido di una generazione verso l’uomo che invade il territorio naturale in cui risiede l'anima. Ciò che emerge è un corpo che trascende verso la comunità e l'armonia collettiva, per battersi, ma soprattutto per vivere. Litania è una performance in cui vivono in contrapposizione due diverse entità: da una parte l’azione analitica e razionale che spinge l’uomo verso la forma macchinosa delle cose; e dall’altra, la spinta emotiva e sensibile dell’istinto. In un incontro e in una lotta per la supremazia, o per una resa, si compie un equilibrio delle due parti, a favore di una sopravvivenza che non eleva le vittime ma loda i carnefici. MATTEO BITTANTE

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