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RISULTATI DI RICERCA

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103 risultati trovati

  • Dance Card | dhpiu

    Dance Card sconti per gli appassionati di danza. 15 realtà culturali della Lombardia unite per una promozione condivisa della danza. dance card Una card per la danza Un progetto per sostenere, promuovere e diffondere la danza contemporanea in Lombardia La Rete dance card è un'alleanza tra 19 prestigiose realtà della danza lombarda, unite con l’obiettivo di rendere spettacoli e iniziative sempre più accessibili e convenienti per i rispettivi pubblici. Questo progetto ambisce a raggiungere nuovi spettatori e spettatrici attraverso proposte artistiche di alta qualità. Il progetto ha l’obiettivo di raggiungere nuovi spettatori e spettatrici attraverso proposte artistiche di qualità e, in particolare, offrendo uno sconto del 50% sui biglietti di spettacoli e altre iniziative speciali di danza contemporanea (masterclass, talk, eventi speciali). La card ha validità annuale, da settembre ad agosto e costa solo 5€. Puoi acquistarla su dance-card.org o sull’app DanzaDove , pagando con PayPal.

  • GIULIA MENTI | dhpiu

    Dal 2015 è Manager di Erika Silgoner/Esklan, Tour Manager per DANCEHAUS più Milano dal 2019 e fa parte dell’organizzazione di progetti e festival internazionali come A taste of dance, Frammenti di Danza Contemporanea, CDW Officina Estiva. Co-direttrice di Sinedomo Dance District di Vicenza. GIULIA MENTI ARTISTA ASSOCIATA Parallelamente a diverse esperienze di formazione nella tecnica moderna e contemporanea, negli anni approfondisce anche lo studio della danza cinese e della recitazione. Nel 2018 e nel 2021 partecipa come coreografa all’International Solo Tanz Theater Festival di Stoccarda, nel 2018 prende parte a Jerusalem International Choreography competition (3 prize Choreography) e Festival Solocoreografico (Torino e Francoforte). Dal 2015 è Manager di Erika Silgoner/Esklan, Tour Manager per DANCEHAUS più Milano dal 2019 e fa parte dell’organizzazione di progetti e festival internazionali come A taste of dance, Frammenti di Danza Contemporanea, CDW Officina Estiva. Co-direttrice di Sinedomo Dance District di Vicenza. OVERWHELMED COREOGRAFIA E REGIA | GIULIA MENTI con | GLORIA GASTALDON UNA PRODUZIONE DANCEHAUSpiù durata 12/35' Il progetto indaga la natura della resilienza, nella ricerca di adattabilità e flessibilità in un mondo che a volte si è incapaci di comprendere. Il concetto di sentirsi scomodo è sviluppato dalla coreografa come un viaggio per scoprire se stessi e la capacità di adattarsi agli agenti esterni, mettendosi alla prova, spremendosi ed espandendosi nello spazio, imparando a respirare anche laddove si è completamente sommersi. "Eravamo abituati a correre in continuazione, bombardati da stimoli incessanti, Esecutori robotici di una società multitask. Una vita di frenesia che si libera oggi nella prigionia Uno “schiaffo” che ci immobilizza ed al tempo stesso ci scuote e ci concede la possibilità di ricominciare." G. Menti Overwhelmed di Giulia Menti Overwhelmed di Giulia Menti Overwhelmed di Giulia Menti Overwhelmed di Giulia Menti

  • PROVE D'AUTORE/DANCEHAUSpiù

    Grazie alla collaborazione con il Network Anticorpi XL, DANCEHAUSpiù promuove l'azione Prove d'Autore XL. PROVE D'AUTORE XL Grazie alla collaborazione con Anticorpi XL , DANCEHAUSpiù promuove insieme al Network il progetto Prove d’Autore XL , l'azione che offre a giovani coreografi/e emergenti della danza contemporanea italiana la possibilità di misurare le proprie capacità autoriali confrontandosi con l’ideazione e la scrittura coreografica per ensemble di giovani danzatori e danzatrici di formazione accademica. A ciascun/a coreografo/a, selezionati dai partner che aderiscono al progetto, viene offerto un periodo di residenza di 10 giorni al fine di sperimentare la trasmissione del proprio linguaggio autoriale e la composizione coreografica. Al termine di ciascuna residenza, i giovani autori e autrici hanno modo di condividere l'esito del lavoro svolto con i partner del Network Anticorpi XL e la direzione della compagnia, prezioso momento per scambiare riflessioni e feedback dell'incontro per valutare un eventuale sviluppo della breve creazione, esito della residenza, verso la produzione di uno spettacolo. Prove d'autore 2023 Prove d'autore 2023 Prove d'autore 2024 Prove d'autore 2024 PROVE D'AUTORE XL 2024 | Nona edizione Residenza artistica con YoY Performing Arts PROVE D'AUTORE XL 2023 | Ottava edizione Residenza artistica con Stefania Tansini

  • 24,42 il film | dhpiu

    Il film di Matteo Bittante con Giovanni Leone. Regia Matteo di Gioia. Direzione della fotografia Pietro Agostini. Costumi Tom Rebl. Sound design Chris Costa. Produzione DanceHauspiù. 1/1 24,42 Il film Autore | MATTEO BITTANTE Danzatori | GIOVANNI LEONE (24 anni) e MATTEO BITTANTE (42 anni) Regia | MATTEO DI GIOIA Direzione della fotografia | PIETRO AGOSTINI Dop assistant | STEFANO GALLI Costumi | TOM REBL Sound design & Mix | CHRIS COSTA Produzione DANCEHAUSpiù | The Jack Stupid - Creative Studio Vincitore di EurAsia VideoDance Contest 2020 proiezioni: Anteprima - Milano Pride Week 2020, Italia Festival Exister 2020, Italia Gdansk International Dance Festival 2020, Polonia Krakow Choreographic Center 2020, Polonia Dansk Talent Akademi of Holstebro 2021, Danimarca Italian Cultural Institute´s Auditorium of Jakarta 2021 Istituto Italiano di Cultura di Mumbai, India 2022 Due coppie di numeri. Pari. Palindromi. Cifre che crescono e decrescono al quadrato e radice quadra, che si incontrano a metà per un attimo di vita brevissimo. Sono il figlio e il padre, gli amanti, i gemelli siamesi uniti per il fianco, il viaggiatore e il mentore. Il primo numero in ascesa, dirompente, curioso, coraggioso, affamato di vita. Il secondo in discesa, consapevole, generoso, sazio. Due età dell’uomo incastrate in una croce chiastica che ruota vorticosamente sul perno del continuo cambiamento. In 24,42 un ragazzo viene inseguito e pestato senza motivo. Esanime si affloscia come un Cristo contuso tra le braccia di una Addolorata piangente dalle nocche abrase. 24 cade, muore e infine risorge sotto lo sguardo indagatore della torcia di 42, che lo trova in un cratere nudo come un verme e gravido di rabbia. I due uomini intraprendono insieme un viaggio fugace, breve quanto il momento irripetibile di eclissi totale tra un oggetto celeste in fase crescente e uno in fase calante. Il percorso porterà 24 al primo compimento della maturità, il perdono, e 42 all’accettazione di una nuova età al margine della giovinezza esaurita, giovinezza che cessa di essere un trofeo da rincorrere e invidiare trasformandosi in rinnovata energia da tramandare, per non morire, mai. L’opera è una parabola notturna che culmina in una nuova alba, in accordo con l’omonimo passo 24,42 del Vangelo secondo Matteo che recita: “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.” MATTEO BITTANTE

  • 24,42 duetto | dhpiu

    Uno spettacolo di Matteo Bittante. Produzione DanceHauspiù. 1/1 24,42 Duetto UNO SPETTACOLO DI MATTEO BITTANTE con MATTEO BITTANTE e DAVIDE SALVADORI / ANDREA PIRAS COSTUMI | TOM REBL SOUND DESIGN & MIX | CHRIS COSTA durata 20 minuti PRODUZIONE DANCEHAUSpiù Vincitore di EurAsia VideoDance Contest 2020 Tratto dal pluripremiato film di Matteo Bittante per la regia di Matteo di Gioia, 24,42 – Duetto porta in teatro l’intatta bellezza del racconto girato, adattandola perfettamente alla semplicità di una scena vuota, pura. L’Agnus Dei dell’esordio inquadra la deposizione di un Cristo finalmente universale, ridotto a corpo esanime sorretto solo dalla compassione. Il brusco risveglio e la presa di coscienza non solo di aver patito ma soprattutto di aver subito, avviene alla luce fredda della torcia indagatrice; è quando l’uomo si rende conto che allora urla di dolore. E il suo grido riempie il ventre di affanno, di dubbio vorace, di istinto di vendetta e forse del desiderio di morire. Al culmine di questo grido, avviene la simbiosi dell’incontro: nel vortice di un dialogo che domanda solo la resa, l’uomo maturo ricorda al sé stesso di prima le verità apprese negli anni di studio, invoca, sostiene, accarezza, gli mostra un nuovo orizzonte. Con sguardo risollevato dalle proprie macerie, il respiro di una nuova luce, dell’agognata consolazione, infine irrompe. Dedicato a ogni forma di superamento dell’odio e della violenza cieca, 24,42-duetto conduce lo spettatore in un viaggio intimo dai risvolti sociali, sollevando un confronto sincero e profondo con un tema che non è più il tempo di ignorare. Testo a cura di Laura Massari MATTEO BITTANTE

  • BALLADE | dhpiu

    Uno spettacolo di Susanna Beltrami con la partecipazione straordinaria di Cesare Picco. Una produzione DanceHauspiù BALLADE PREGHIERA PROFANA 1/1 UNO SPETTACOLO DI SUSANNA BELTRAMI con COMPAGNIA SUSANNA BELTRAMI con la partecipazione straordinaria di CESARE PICCO MUSICHE ORIGINALI | CESARE PICCO PAROLE E VOCE | DELÌ SUONO | DANIELE VALENTINI LUCI | MATTEO BITTANTE CO PRODUZIONE DANCEHAUSpiù / MILANOLTRE con il sostegno di NEXT – laboratorio delle Idee 2018 e Teatro Ponchielli Un ringraziamento a BARBARA PETRECCA, MARIO GIALLANZA, FILIPPO BONAZZO “Il mio sguardo segreto cercava al di là...” Un vagabondaggio solitario nella periferia cittadina, una ballata, un incedere ebbro che si fa corsa disperata, urlo che squarcia la notte piovosa. Una riscrittura originale in chiave “street-romantic” a partire da La notte poco prima della foresta di B. M. Koltès. Un incontro tra coreografia, corporeità, parola e suono per intonare il canto dell’uomo Koltès che si sta avvicinando inesorabile alla fine della propria vita. Il canto di tutti coloro che sono stati relegati ai margini, in quello spazio “poco prima di” che è luogo fisico e esistenziale. (Susanna Beltrami) Cesare Picco compositore e concertista di fama Internazionale, firma la creazione musicale, a distanza di quasi 20 anni dopo la Lupa, di cui firmò le musiche, un ritorno insieme, un nuovo dialogo tra musica e danza.

  • VIDAVÉ | dhpiu

    Duo composto da Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali, danzatori e giovani creativi di differente formazione. Matteo proveniente dalla streetdance e Noemi da una formazione contemporanea presso il Centro Opus Ballet di Firenze. Dal 2019 lavorano in coppia come “VIDAVÈ”. VIDAVÉ Crafts ARTISTI ASSOCIATI VIDAVÈ nasce nel 2020 ed è il progetto coreografico di Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali, coreografi e danzatori freelance. Entrambi dedicano una ricerca approfondita sulle street e urban dances in contaminazione con l’estetica della danza contemporanea. Sono artisti associati di DANCEHAUSpiù Milano, e dell’organismo di produzione nazionale Movimento Danza di Napoli. I loro lavori sono stati selezionati dal network nazionale Anticorpi XL, presentati in numerosi festival Italiani ed Europei, ottenendo riconoscimenti come il premio ADEB Udine 2021, la menzione al Theodor Rawyler 2021, il premio Prospettiva Danza Teatro 2021, Linkage Competition 2022, il premio Residanza 2022, la finale al SoloTanz Festival 2023. SPOKEN DANCE Stimmung e Figure Coreografiche sono due creazioni che fanno parte del progetto di ricerca Spoken Dance , un contenitore di sperimentazioni coreografiche che indagano possibili ibridazioni tra voce e corpo, tra linguaggio parlato e linguaggio di movimento, con drammaturgie ed estetiche originali. Questo progetto sulla danza parlata e/o parola danzata avviato nel 2023, si articolerà con diverse azioni di studio e composizione lungo un’ampio arco temporale, con il fine di costruire solidi strumenti coreografici per sostenere l’identità di VIDAVÈ. STIMMUNG | studio COREOGRAFIA | VIDAVÈ DANZATORI | Noemi Dalla Vecchia, Matteo Vignali COMPOSIZIONE AUDIO | VIDAVÈ MUSICA | Karlheinz Stockhausen e Maria Teresa Sartori PRODUZIONE | DANCEHAUSpiù con il sostegno di Primavera Dei Teatri Festi val di Castrovillari e Centro Coreografico Canal di Madrid . durata 10' Danzando le qualità della voce e della fonetica del linguaggio parlato, Stimmung rappresenta l’indagine del contenuto emotivo dell’essere umano, attraverso l’utilizzo dello strumento corpo-voce. Gli interpreti muovendosi con versi e vocalizzi cercano di connettersi alla propria identità ed emotività, seguendo il percorso sonoro e vibratorio della voce che parte dal movimento del respiro e si evolve fino ai complessi movimenti dell’apparato fonatorio. I monologhi meditativi ed istintivi daranno poi spazio a dei dialoghi più che comprensibili, dove la voce diventa importante come fine e non come mezzo, elevandosi ad espressione universale di energia. FIGURE-COREOGRAFICHE FIGURE COREOGRAFICHE COREOGRAFIA | VIDAVÈ DANZATORI | NOEMI DALLA VECCHIA e MATTEO VIGNALI COMPOSIZIONE AUDIO | VIDAVÈ PRODUZIONE | DANCEHAUSpiù Creazione vincitrice del premio Residanza “la casa della nuova coreografia” 2022/23 diretto da Movimento Danza Napoli organismo di promozione nazionale. durata 30' La creazione paragona alcune figure retoriche del linguaggio parlato, a delle modalità di composizione coreografica nella danza, con l’intento di costruire un sistema personale per interpretare immagini, sensazioni ed emozioni, a partire da testi scritti. Una serie di voci di cantautori, attori e poeti, interferiscono fastidiosamente con il flusso di movimento di due danzatori, tanto da costringerli ad interrogarsi sull’effetto del loro gesto sul pubblico. Attraverso un dialogare auto ironico ricco di artifici, gli autori cercano l’equilibrio tra funzionalità ed espressività nella performance, riflettendo seriamente sul senso di responsabilità dell’artista che crea per l’altro. Figure coreografiche di Vidavè Ph Sara Meliti Figure coreografiche di Vidavè Ph Sara Meliti Figure coreografiche di Vidavè Ph Sara Meliti PH SARA MELITI DOMINANT-THOUGHT DOMINANT THOUGHT COREOGRAFIA | VIDAVÈ DANZATORE | Matteo Vignali COMPOSIZIONE AUDIO | VIDAVÈ durata 10' Il pensiero di un maniaco di protagonismo si muove secondo una logica illogica, ostentando posture autoritarie anche quando il corpo sembra rivelare altro. Con questo assolo un fanatico oratore si paragona al personaggio della strega nella fiaba dei fratelli Grimm, incarnando però un concetto ancor più contemporaneo di malvagità ovvero il pensiero unico dominante. La sua magia è quella di plasmare in modo subdolo le idee di tutti gli uomini senza ricevere opposizioni abbastanza forti da spezzarne l'incantesimo. Le mani e i gesti dello stregone cercano di affascinare ed incantare gli osservatori nel tentativo di ottenere approvazione, a volte interferendo con il suo stesso desiderio di dominio, sottolineando l’aspetto autodistruttivo del suo comportamento. HANSEL & GRETEL ALTERATION H&G Alteration di Vidavè Ph Sara Meliti H&G Alteration di Vidavè Ph Sara Meliti H&G Alteration di Vidavè Ph Sara Meliti PH SARA MELITI IDEAZIONE | NOEMI DALLA VECCHIA e MATTEO VIGNALI INTERPRETI NOEMI DALLA VECCHIA, CHIARA MOCCI, FABIO CAVALLO, MATTEO VIGNALI IDEAZIONE COSTUMI | FRANCESCA MESSORI OMBRE | supervisione di AYUMI MAKITA & BARBARA LACHI SCENOGRAFIA E LUCI | VIDAVÈ Crafts con il sostegno di Scenario Pubblico e Associazione Insieme Arte PRODUZIONE | DANCEHAUSpiù MAGGIO 2022 durata 50'/ 20' Ispirata alla celebre fiaba dei fratelli Grimm, dei personaggi fluidi si trovano smarriti in una dimensione sconosciuta nella quale dovranno affrontare le proprie insicurezze e paure. I protagonisti attraverso un giocare incosciente affrontano un viaggio che potrà solo favorire lo sviluppo della loro coscienza, la quale nasce all'interno di un'inesauribile dialettica con la sua matrice inconscia. La storia mette in primo piano le difficoltà dei legami affettivi tra i componenti di una famiglia odierna, oltre che raccontare di povertà e fame, che fungono da metafora di una società in equilibrio tra l’essere e l’avere. La narrazione trova fine nella dimensione corporea dello stomaco dove sensazioni ed emozioni sono indissolubili. IDEAZIONE E INTERPRETI | NOEMI DALLA VECCHIA e MATTEO VIGNALI UNA PRODUZIONE DANCEHAUSpiù durata 15' Articolandosi nelle dinamiche di una relazione tra un uomo e una donna, piccoli e naturali eventi quotidiani che inevitabilmente influenzano la relazione, mostrano come la stessa si trasformi. Il tempo non diventa un’effort ma anche luogo dove tutto si svolge, dove tutto cambia costantemente senza che né l'uomo né la donna se ne possano accorgere. I piccoli momenti in cui i partner prendono coscienza del loro cambiamento diventano importanti rivelazioni per il pubblico. Rivelazioni che mostreranno le questioni che qualunque coppia di innamorati prima o poi si troverà ad affrontare. In questi momenti entrambi non possono fare altro che riscoprire se stessi, scrivendo inevitabilmente un altro pezzo di storia. ANOTHER WITH YOU Another with you di Vidavè Another with you di Vidavè PH ALICE MATTIOLO

  • Co-produzioni | Dancehaus Più | Milano

    Ogni anno DanceHauspiù sostiene coproduzioni di diversi artisti nazionali ed internazionali. CO-PRODUZIONI TANGOS AT AN EXHIBITION! TANGOS 1/1 1/1 ph Alice Colombo Performance sui temi del tango COPRODUZIONE STUDIO 2024 BossoConcept e DanceHauspiù DIREZIONE ARTISTICA Matteo Bittante in collaborazione con Paola Lattanzi DANZA Paola Lattanzi, Matteo Bittante, Barbara Allegrezza, Nicolò Castagni CLARINETTO Ivana Zecca BANDONEÓN Davide Vendramin VIOLONCELLO Jorge A.Bosso CONTRABBASSO Piermario Murelli MUSICHE ORIGINALI E RIELABORAZIONE Jorge A. Bosso Alcuni anni indietro l’ensemble BossoConcept ha pubblicato il CD e DVD Tangos at an Exhibition! Un lavoro la cui natura suggeriva l’utopia di proporre una visione contemporanea della musica di Buenos Aires. Una promenade lungo la quale immagini sonore, ognuna caratteristica e peculiare, si susseguono di pari passo con una vertigine di libertà, al servizio di un disegno attraente composto da nuove illusioni e attuale entusiasmo. L'ensamble torna ora a proporre alcune musiche di quest’album al servizio della danza. Quasi come se, in questa maniera, il tango tornasse alle origini e il ballo si riprendesse lo spazio usurpato. La collaborazione tra BossoConcept e DANCEHAUSpiù risiede nel desiderio di percorrere un cammino lontano dai cliché, e nella possibilità di creare uno spazio dove sia lecita la proposta di un gesto differente perché necessario. Perché nell’azione di rintracciare l’indole perenne del suo mutamento, e la condizione effimera del suo presente, abita la magia sconfinata di ogni espressione artistica. " Non sono un ballerino né un coreografo di tango, ma ho vissuto esperienze significative legate a questa danza. Quando ho ascoltato le musiche del Maestro Jorge Bosso, ho capito di dover lavorare sul ricordo, destrutturandolo per riportare in scena l’essenza della mia esperienza nel tango. Volevo che tutto emergesse dall’oscurità, con i danzatori che si svelano attraverso la musica. Ho prestato attenzione ai dettagli e alle immagini che evocano sensazioni di circolarità, mistero, sguardi e abbracci. I corpi diventano suono, rivelando i volti nella luce. Le mani si incontrano, mentre i corpi formano figure piramidali. Così è nato il primo studio, con l’assistenza dell’occhio attento di Paola Lattanzi. " Matteo Bittante BossoConcept è attivo dal 2001 sul panorama musicale nazionale e internazionale con nuove produzioni e prime esecuzioni assolute, ideate e create dal compositore e violoncellista Jorge A. Bosso. E’ una formazione poliedrica a organico variabile dal quartetto all’orchestra. Il loro repertorio spazia dalla musica classica fino ai suoni di confine, musiche nuove e rivisitazioni del passato sotto una prospettiva differente, al fine di creare un terreno fertile di orizzonti che entusiasmino. BossoConcept nasce per proporre musica con la profonda convinzione che il mondo dei suoni sia pervaso da una fusione di stili, da un amalgama di tendenze; alcune più felici di altre, ma senza dubbio alcuno, nell’istante in cui l’associazione di esperienze crea un tutt’uno col bisogno della sua ricezione, il miracolo accade. Il prodigio della bellezza del quale l’uomo diventa, involontariamente, testimone. OMMANIPADMEHUM PROGETTO SPECIALE OMMANIPADMEHUM COREOGRAFIA | Stefano Fardelli DANZATORI | Umberto Gesi (Italy), Tejaswini Loundo (India), Marco Hernandez (Mexico), Jesus Rea (Bolivia) MUSICA ORIGINALE | Francesco Ziello ASSISTENTE ALLE PROVE | Jesus Rea Costume DESIGNER | Marco Hernandez | De La Croix VIDEO MAKER | Salvatore Lazzaro VISUAL ARTIST | Matteo Bittante FOTO | Salvatore Lazzaro, Antonino Dimondo Durata 35' 1/1 ph Salvatore Lazzaro OM-MANI-PADME-HUM, che in sanscrito significa letteralmente "onorare il gioiello di loto", si concentra sulla storia e sui rituali dei buddisti tibetani dell'Ordine del Cappello Giallo con particolare attenzione al loro legame con i monaci Shaolin e quindi allo studio della loro formazione. Gli incontri con i monaci buddisti e gli studenti di arti marziali, lo studio della loro pratica e delle loro cerimonie sono il fondamento della coreografia. Quando la campana inizia a suonare il rito ha inizio, i danzatori entrano in quello che potrebbe essere un tempio e ci portano in un'altra dimensione e in un altro luogo accompagnati dalle musiche originali di Francesco Ziello. I cappelli, i mantelli, il sole simbolo del divino e l'oro dei templi sono spesso resi astratti da un asettico uso architettonico dello spazio e dalla musica d'archi o orchestrale che crea contrasti tra immagini orientali e suoni occidentali. Per concludere, un cast multiculturale che traduce i movimenti dei monaci Shaolin con diverse sfumature che rivelano le origini dei vari danzatori e quindi una qualità del movimento legata alle danze tradizionali degli interpreti che influenzano e danno carattere all'intera opera. EUTROPIA IDEAZIONE E COREOGRAFIA | MariaGiulia Serantoni DANZA E COREOGRAFIA | Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Maria Focaraccio MUSICA E PERFORMANCE LIVE | Stella Sesto SOUND ENGINEER E MIXAGGIO MUSICHE | Andrea Parolin DRAMMATURGIA | Irene Pozzi COSTUMI | Arianna Fantin IDEAZIONE SCENOGRAFIA | Giacomo della Maria, Luca Negri, MariaGiulia Serantoni REALIZZAZIONE SCENOGRAFIA | Luca Negri LIGHT DESIGNER | Paolo Bonapace 1/1 “Tomorrow, we begin together the construction of a city” Lebbeus Woods 1993. La performance, riflessione visionaria sull’idea di città, trae ispirazione da “le Città Invisibili” di Italo Calvino: Eutropia, città immaginaria, è uno spazio da progettare. Chi la abita diventa architetto della propria realtà, nella quale crea relazioni e genera risonanze. I danzatori, abitanti della città, attraverso l ́interazione con un tavolo compongono un nuovo mondo fatto di suono, dinamica e visioni. L’oggetto scenico traduce gesti e movimenti in un ambiente sonoro in cui ridisegnare il proprio universo. I performers sviluppano una conversazione, un dialogo attorno a questo totem, strumento e polo gravitazionale, il cui riposizionamento apre lo sguardo su nuove, possibili e necessarie dimensioni, ulteriori versioni di Eutropia, pronta ad essere in ogni attimo ricostruita e riprogettata ad ogni nuova necessità. A[1]BIT COREOGRAFIA | LARA GUIDETTI DRAMATURG | MARCELLO GORI ISTALLAZIONI | MADDALENA ORIANI PRODUZIONE | SANPAPIÉ in collaborazione con MilanOltre, Festival Exister, DanceHauspiù, Sentieri Selvaggi durata 20′ A1BIT 1/1 ph Aschieri Claudia Una bella sfida per Lara Guidetti: creare un’opera coreografica sulla singolare composizione A 1 Bit Simphony dell’artista newyorchese Tristan Perich, primo album in assoluto pubblicato sotto forma di microchip. Una sinfonia in 5 movimenti ispirata alle influenze musicali più disparate (da Strauss al mondo sonoro dei primi Nintendo, passando per Glass e Reich), ispirata alla semplicità estetica della matematica e della fisica. Corpo e suono si fondono per indagare le infinite possibilità del movimento, come fosse una particella fisica (bit) da analizzare in relazione a ritmo, dimensione, direzione. Un’ipnotica forza che sorprenderà per la sua profondità emotiva. Ogni movimento della sinfonia prenderà vita in un punto diverso della città in un percorso biennale a tappe, in cui Milano e tre dei suoi festival diventeranno scenario di incursioni danzate fino alla composizione finale in programma nel 2019. SCHATTEN about Egon Schiele DIREZIONE | ERIKA SILGONER, WOLFGANG PIONTEK DRAMMATURGIA | PETER PIONTEK IDEA E COREOGRAFIA | ERIKA SILGONER - ESKLAN'S ARTS FACTORY DANZA E PERFORMANCE | HANNAH STEIN, GRÉGOIRE MANHES, KACPER SZLARSKI ASSISTENTE ALLA DIREZIONE | KRISTNA MATTHIAS MUSICA ORIGINALE | MO HEIDRICH VIDEO | VOLKER SCHREINER COSTUMI | SABINE MECH DISEGNO LUCI | JÖRG FINGER PRODUZIONE | COMMEDIA FUTURA, DANCEHAUSpiù 1/1 La dicotomia tra forza creativa e distruttrice, la rappresentazione di corpi da un’espressività urlante, la bulimia creativa di Egon Schiele, si prestano a domande sulla sua breve vita, ad immaginare scenari e a riempire vuoti, a giocare con le assenze e con le ombre. Tutto accade nella sua mente. In questo scenario tre figure: l’artista, condizionato dall’estetica rappresentata da Schiele, in un dialogo annaspante con altre due, Wally, la sua musa, ed il padre. Tra queste, bascula in equilibrio instabile Schatten (ombra). Una ricchezza creativa così vasta può essere disorientante, ma forse è proprio perdendosi nel mondo di quest’artista che si può trovare qualcosa di recondito che parla di noi stessi, della nostra natura negata, delle nostre ombre . -E. Silgoner- MANBUHSA DI | PABLO GIROLAMI con | PABLO GIROLAMI e GIACOMO TODESCHI durata 8' o 30' 1/1 "Manbuhsa" è stato creato immaginando due ragazzini che giocano in una risaia. Incentivata dal fascino per le civiltà estere e forgiata sui ritmi della musica, una relazione si crea tra i danzatori. Attraverso i movimenti, uno spinge l'altro alla scoperta del suo istinto naturale.Un cammino vibrante di inconsapevoli emozioni, innocenza e giocosità. Mentre la fisicità di "Manbuhsa" ci rimanda alle gru i cui corpi reagiscono simultaneamente agli impulsi dati l'un l'altra, l'agitazione e la precisione ci possono far pensare al ragno pavone. "Manbuhsa" è in qualche modo uno studio ed una trasposizione sul corpo umano, di queste peculiari danze animali. MANBUHSONA DI | PABLO GIROLAMI con | Compagnia IVONA Clementine Herveux, Lou Thabart, Giacomo Todeschi, Pollet Kasza, Samuele Arisci IN COLLABORAZIONE | CID Rovereto - Festival Oriente Occidente, Amis du MDC - Melinda Stampfli - Neuchâtel PRODUZIONE | Centro Nazionale di produzione della Danza DANCEHAUSpiù, TWAIN_Centro di Produzione Danza Regionale, PERIFERIE ARTISTICHE - Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio durata 60' 1/1 "Manbuhsona" è un'evoluzione. Una coppia diventa una comunità, "Manbuhsa" diventa "Manbuhsona", una gita di un giorno diventa il viaggio di una vita. Dovremo riguadagnare il nostro istinto e cercare nel nostro passato le nostre fondamenta per essere forti e stabili. Un viaggio temporale, nello spazio, che collegherà le nostre radici al nostro futuro. Ci immergeremo nella natura e saremo ispirati dalla bellezza di ciò che ci circonda. Inoltre, le sfide personali fronteggiate e le relazioni create mireranno a costruire una comunità che opererà in simbiosi. Il pezzo è diviso in due atti ciascuno composto da tre stati. Atto 1: Confusione, Contemplazione, Rivelazione Atto 2: Ispirazione, Illuminazione, Scoperta Entrambi gli atti sono strettamente correlati e separati solo dall'intervallo. Poiché la fine del primo atto sarà l'inizio del secondo, il pubblico sarà partecipe della continuità del viaggio. Ogni atto può essere interpretato in modo indipendente permettendo al pubblico di immaginare l'inizio o la fine del viaggio. T.R.I.P.O.F.O.B.I.A DI | PABLO GIROLAMI con | IVONA Giacomo Todeschi, Pablo Girolami CON IL SUPPORTO DI | KOMM TANZ Teatro Cartiera Progetto residenza, Compagnia Abbondanza/Bertoni in collaborazione con il comune di Rovereto PRODUZIONE | Centro Nazionale di produzione della Danza DANCEHAUSpiù 1/1 Il mezzo tramite il quale si dà forma ad uno scheletro tripofobico è la geometria che però solo grazie al contributo immaginativo della mente umana diventa un varco attivo di paura, di angoscia riflettendo le insicurezze e le paranoie del uomo. Sono spazi senza fondo, dove ogni consapevolezza cade vertiginosamente. Si perde la lucidità e gli occhi si chiudono. Sfidare una paura non è un gioco facile. Anzi, sembra che stare al gioco implichi piuttosto l'accettare di non giocare affatto. Con T.R.I.P.O.F.O.B.I.A noi scegliamo di accettare la sfida e di prenderci gioco di lei, trasformandoci in veri e propri parassiti che si insinuano nelle sue gallerie. Siamo due Corpi che si incanalano negli schemi ai quali questa fobia fa riferimento. Muovendosi con forme geometriche alternate e precise, ci districhiamo tra i cunicoli bui privi di aria e accompagnati da elementi "altri" da noi.

  • SARA ARIOTTI | dhpiu

    < Back SARA ARIOTTI Sara Ariotti è una danzatrice contemporanea freelance, che, dopo gli studi presso i programmi professionali Studio XL contemporary, a Reggio Emilia; NOHA - Nation of Human Art, di danze urbane e Nuova X presso n.o.d. a Torino, ha intrapreso la sua carriera professionale nel 2022 con la compagnia project based IVONA di Pablo Girolami, con cui continua attualmente a performare nelle produzioni "Migration", "RER", "Selective Breeding" e "Brucia Prigione Brucia". Dal 2023 entra anche a far parte della compagnia di urban fusion DACRU dance company, di Marisa Ragazzo ed Omid Ighani, in occasione del riadattamento della produzione "PEOPLE [the poetry of immaterial things]". Recentemente ha iniziato a lavorare su progetti personali e collettivi, sviluppando le sue capacità artistiche, esplorando il suo movimento in connessione con diverse discipline, con spazi site specific e con le arti visive. Sviluppa un breve videodanza “A SAMPLED DANCE”, in collaborazione con la video maker Floriana Corpina, e prendendo parte come interprete, co-autrice e membro del collettivo HUM, insieme a Beatrice Foglia, Aurora Sbailò, Anya Pozza e Kyda Pozza, nelle produzioni "Relazioni (In)stabili tra muri", "BACO" e "Materia Prima" (per Altromercato). MISSHAPEN Di e con Sara Ariotti Con il supporto di DANCEHAUSpiù / YoungDreamers 2025 Creazione prodotta all'interno del programma #YoungDreamers, il progetto dedicato alla scena creativa emergente under 30, ideato da DANCEHAUSpiù - Centro Nazionale di produzione della danza. ----- Il progetto nasce da un'esigenza intima e personale dell'autrice che si focalizza sulle mutazioni del corpo umano e su come esso venga costantemente modellato da stati fisici ed emotivi. L'idea centrale è rappresentare in scena un corpo che si trasforma e si deforma, esplorando le proprie sfaccettature attraverso emozioni e sensazioni che si alternano in momenti di silenzio e movimento in armonia con la musica. Il corpo è visto come in continua ricerca della propria identità, osservandosi e studiandosi, trovandosi solo, o non trovandosi più. Parallelamente, l'autrice sta sviluppando una ricerca artistica che si esprime attraverso disegni di corpi femminili, in posture asimmetriche e scomposte. Il progetto mira a dare vita a questi disegni, animando i corpi mutevoli tramite il movimento in un dialogo tra il corpo fisico e le sue rappresentazioni. Il titolo scelto per la performance, "Misshapen", richiama l'idea di deformità e il legame con la figura femminile, simbolizzata dall'appellativo "miss". L'intento è di esplorare, attraverso un movimento lento e consapevole, il passaggio tra diverse forme del corpo, interagendo con la propria ombra e il proprio riflesso. Il progetto si sviluppa come un viaggio intimo, un corpo in continua ricerca delle varie forme che può assumere, tra bellezza, bruttezza e grottesco, per giungere a una comprensione profonda di sé. Ph Pamela Rovaris Previous Next

  • ROSANNA SPOLSINO | dhpiu

    < Back ROSANNA SPOLSINO Rosanna Spolsino, classe 2003, è una danzatrice e aspirante coreografa. Ha iniziato a studiare danza da piccola, proseguendo con una formazione professionale presso l’Accademia ArteSpettacolo e diplomandosi come danzatrice professionista presso Dancehaus-Accademia Susanna Beltrami a Milano. La sua formazione è molto variegata, comprendendo danza classica, contemporanea, moderna, tecnica Cunningham, floorwork e teatro danza. Ha anche studiato recitazione, frequentando corsi di teatro e cinematografia. Ha partecipato a numerosi workshop, tra cui la Scapino Ballet Rotterdam summer creative e il NUNES/FLOCK creation program. Ha lavorato in diverse produzioni, come “Crash” con la compagnia greca Dagipoli e “Forest-the green code” con la direzione artistica di Susanna Beltrami. Nel 2024 ha coreografato “Sisifo,” presentato al FIND Festival. SAUDADE Di e con Rosanna Spolsino Con il supporto di DANCEHAUSpiù / YoungDreamers 2025 Creazione prodotta all'interno del programma #YoungDreamers, il progetto dedicato alla scena creativa emergente under 30, ideato da DANCEHAUSpiù - Centro Nazionale di produzione della danza. ----- La parola "saudade" deriva dal portoghese "soledade" e dal latino "solitas", ed è un concetto complesso che racchiude sensazioni di malinconia, rimpianto, e il desiderio di qualcosa di assente in quanto perduto o non ancora raggiunto. Si esprime come un ricordo nostalgico mescolato al desiderio di riviverlo, ed è un intreccio tra il passato e il futuro. La saudade, quindi, è una sintesi di desiderio e dolore, che ci invita a trasformare la sofferenza in ricordi amabili, mantenendo viva la speranza e il desiderio. Nel contesto di un assolo, l’autrice intende esprimere la propria saudade, ispirandosi a vecchie cassette video della sua famiglia, che rappresentano il legame emotivo con essa. La famiglia è un nucleo che, nella maggior parte dei casi, rappresenta la nostra prima casa emotiva. Seppur fonte di stabilità, può diventare anche motivo di dolore a causa di separazioni, perdite o cambiamenti nel dinamismo familiare. La saudade in questo caso non è solo nostalgia di momenti felici, ma anche espressione di ferite non guarite e desiderio di colmare vuoti irrecuperabili. La saudade familiare diventa, quindi, anche riconciliazione, cercando di riparare ciò che è stato frantumato e accettando che alcune cose non torneranno come prima. Infine, c'è un aspetto di crescita e di trasformazione che la saudade porta con sé. La separazione e la distanza emotiva, pur dolorose, sono opportunità di maturazione che spingono a rivalutare il proprio posto nel mondo e i legami con gli altri. La saudade familiare, quindi, non è solo rammarico per il passato, ma anche un'opportunità di rielaborazione che ci permette di imparare a vivere con l'assenza e di trovare nuovi modi per onorare legami che, seppur cambiati, restano parte di noi. Ph Maksym Petrashchuk Previous Next

  • FRANCESCO VALLI E LUIS MIGUEL | dhpiu

    < Back FRANCESCO VALLI E LUIS MIGUEL Francesco Valli, 23 anni, nato a Bergamo nel 2001. Prima frequenta ambienti di terzo teatro e teatro sociale a Bergamo, dove scopre l’arte dei trampoli e poi approfondisce la tecnica della danza e della coreografia iniziando il percorso accademico in Paolo Grassi a Milano. Durante il percorso accademico e lavorativo ha incontrato diversi artisti nella Danza (Camilla Monga, Paola Lattanzi, Compagnia MK) e nel Teatro (Teatro dei Venti e Teatro Chapati) che stimolano in lui il tentativo di trovare dei punti di contatto tra la forza emotiva della disciplina teatrale e l’espressione corporea tipica della danza. Affascinato dall’interesse condiviso con Marco Nespoli verso le tradizioni della loro terra e da una intesa lavorativa con Luís Nuñez, ha deciso di intraprendere questo percorso cimentandosi in un progetto personale, allo scopo di sviluppare un nuovo linguaggio e trattare il tema, a lui caro, delle tradizioni rurali della terra bergamasca, a cui sente di appartenere. Zima Luís Núñez, 23 anni e viene da Trento. La sua avventura nel mondo della danza è iniziata molto presto, esplorando vari stili come la danza contemporanea, l’hip hop, l’acrobatica e le discipline aeree. Questa passione lo ha portato a scoprire un interesse ancora più profondo nel creare coreografie. Negli ultimi anni, ha avuto l’opportunità di collaborare come assistente in produzioni di rilievo, come In Flash and Blood, un progetto finlandese andato in scena lo scorso febbraio, e Riflessi di Laura Ziccardi, un progetto italiano che calca il palcoscenico da due anni. Queste esperienze lo hanno ispirato a intraprendere un percorso più personale: insieme a Francesco Valli ha deciso di dare vita a un progetto nato dal desiderio condiviso di esplorare nuove possibilità creative. SELVADECH Di e con Francesco Valli e Luis Miguel Drammaturg e testi Marco Nespoli Musiche Raffaello Basiglio Testi Marco Nespoli Voce di Giorgio della Vite Scenografie di Enzo Mologni Con il supporto di DANCEHAUSpiù / YoungDreamers 2025 Creazione prodotta all'interno del programma #YoungDreamers, il progetto dedicato alla scena creativa emergente under 30, ideato da DANCEHAUSpiù - Centro Nazionale di produzione della danza. ----- Il progetto nasce dal tentativo di riportare in un contesto più contemporaneo una narrazione e un modo di fare spettacolo tipico dell’arte popolare e di strada, usando come linguaggi il partnering, l’acrobatica e i trampoli. Il pezzo si pone non solo l’obiettivo linguistico di trovare un dialogo tra i trampoli e l’acrobatica, ma anche di ricercare un punto di incontro tra la cultura popolare, con i suoi spettacoli e le sue rappresentazioni e un impianto teatrale, mettendo in comunicazione due modi dell’andare in scena spesso distanti tra loro. "La ricerca ci ha portato ad entrare in contatto con varie realtà della tradizione bergamasca recuperando modi e costumi, e lavorando sulla creazione di uno spettacolo in grado di evocare quel tipo di immaginario, per poi riportarlo attraverso la danza contemporanea." È stato avviato un lavoro di ricerca su un materiale folklorico per sviluppare il racconto, con il supporto di un giovane storico bergamasco, Marco Nespoli, dramaturg del progetto. Grazie al suo coinvolgimento, sono stati stabiliti contatti con esperti, tra cui Giorgio della Vite, fotografo con oltre 50 anni di esperienza nella documentazione dei carnevali arcaici delle Alpi. Inoltre, sono stati coinvolti membri delle comunità di Val Torta e Ardesio per un confronto diretto con coloro che ancora oggi interpretano questi carnevali. Ph Matteo Bittante Previous Next

  • OVER UNDER | dhpiu

    Uno spettacolo di Matteo Bittante. Con DanceHaus Company. Produzione DanceHauspiù. OVER UNDER 1/1 DI MATTEO BITTANTE con DANCEHAUSpiu CNPD COSTUMI | TOM REBL PRODUZIONE DANCEHAUSpiù Non soltanto una danza, un inno all’umanità, tra cielo e terra. Over Under è stato concepito durante la pandemia “gli artisti non potevano entrare in contatto fisico”. Tali restrizioni hanno limitato fortemente il lavoro creativo. Oggi, il coreografo residente del Centro Nazionale di Produzione della Danza DANCEHAUSpiù Matteo Bittante, rielabora la creazione con maggiore libertà compositiva, tornando su quei temi: la nascita, la trasformazione, il sogno. Ripartendo dal tema della Foglia, ha scelto di far giocare i suoi interpreti con gli oggetti in scena, mescolando significati e significanti. La foglia, infatti, è un perfetto simbolo di trasformazione, la sua forma si evolve, raccontando storie che si intrecciano nei segni lasciati dal tempo e dalle circostanze. Nel suo primo stadio è un piccolo germoglio, fragile e suscettibile, proprio come un corpo che porta in sé il potenziale di divenire, e la crescita è un tempo tutto da scoprire. La foglia si espande, raggiunge la sua pienezza e il corpo racconta un viaggio che si snoda tra sogni e incubi, tra momenti di gioia e altri di sofferenze, andando verso il proprio destino con lo sguardo aperto di chi ha vissuto pienamente. MATTEO BITTANTE

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